
Niente da fare per la proposta targata PPD che, attraverso una mozione di Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini, mirava a creare una Sezione del lavoro all’interno della Magistratura e una Brigata del lavoro nella Polizia cantonale. Nel messaggio licenziato pochi giorni fa, il Governo propone infatti al Gran Consiglio di respingere la richiesta dei due sindacalisti OCST.
Per quel che riguarda l’istituzione di una sezione del lavoro all’interno della Magistratura, il Consiglio di Stato precisa come "il Procuratore generale abbia rilevato che da lungo corso il Ministero pubblico si occupa, nell’ambito dei reati economico-finanziari, di procedimenti per reati connessi al caporalato, all’usura, allo sfruttamento della manodopera, al lavoro nero e ai fallimenti". Creare un’apposita area specializzata come richiesto dai mozionanti, volta a contrastare i reati nell’ambito della “mala edilizia”, con un occhio di riguardo per i reati nell’ambito del lavoro "implicherebbe una settorializzazione accresciuta dell’attività all’interno del Ministro pubblico, ciò che non è auspicato a livello organizzativo per questioni di efficienza operativa".
Il Governo ha poi respinto al mittente anche la richiesta di creare una Brigata del lavoro, facendo notare che "a seguito della suddivisione della Gendarmeria in cinque Reparti, ogni Reparto è autonomo nell’espletamento dei controlli nell’ambito del lavoro nero così come nell’accertamento dei numerosi reati ad esso connessi". Inoltre, il Governo pone l'accento "sull’apposito centro creato presso il I Reparto Gendarmeria Mendrisiotto, denominato Centro competenza flussi migratori (CCFM) che lavora in stretta collaborazione con il Corpo guardie di confine (Cgcf) e altri servizi cantonali preposti al controllo del mercato del lavoro: un gruppo di 4 collaboratori si occupa solo di stranieri ed evade ca. 1000 pratiche all’anno, con particolare riguardo alle infrazioni alle legge sugli stranieri e quindi alle verifiche riguardo ai permessi di soggiorno".
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