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Casse malati
«Il Governo doveva fare solo una cosa: decidere una data». Ora il Parlamento prova a sbloccare il dossier
© Chiara Zocchetti
© Chiara Zocchetti
Redazione
3 ore fa
Per le iniziative sulla cassa malati si avvicina l'ora della verità. La prossima settimana il Gran Consiglio deciderà quando e come applicarle. Per la 10% le incognite restano numerose: i deputati potrebbero dimezzare l'entità dei sussidi. Su una cosa però i partiti concordano: insoddisfacente l'operato del Consiglio di Stato.

È arrivata l’ora della verità. Nella sessione parlamentare che inizierà tra poco meno di 48 ore si deciderà il destino delle iniziative sulla cassa malati. I rapporti sono tre, ma le incognite sono ancora parecchie.

Iniziativa leghista

Il primo, sottoscritto da PLR, Centro, Lega e - con riserva - anche dal Partito Socialista riguarda l’iniziativa leghista che rende i premi totalmente deducibili dalle imposte. 18 mila franchi all’anno per i coniugi, 9 mila per gli altri. L’entrata in vigore prevista è il primo gennaio del 2028, in modo da lasciare tempo ai comuni per adeguarsi. Sono previste anche misure di copertura finanziaria. I soldi verranno trovati grazie a risparmi sul trasporto pubblico, sui richiedenti l’asilo, sul settore dei disabili, sui contratti di prestazione di USI e SUPSI. «Il Parlamento ha fatto il suo lavoro, mentre il Governo forse un po' meno», sostiene il coordinatore della Lega Daniele Piccaluga. «Anche perché mi sento di dire che abbiamo proceduto, sia noi che il Partito Socialista quali iniziativisti, ad incontrare il Governo e già subito nelle prime battute ci eravamo dichiarati insoddisfatti». Per Piccaluga il lavoro interno della Commissione «è stato importante», ma dal Consiglio di Stato «mi aspettavo qualcosa di diverso».

Iniziativa 10%

Il secondo rapporto, invece, riguarda l’Iniziativa 10%, sottoscritta da PS e Verdi, mentre PLR e Centro lo hanno fatto con riserva. L’entrata in vigore definitiva – lo ricordiamo – è il 2029. I prossimi due anni sono, per così dire, una sorta di prima tappa. Il parametro è il premio medio di riferimento, e non quello effettivo che permetterebbe di dimezzare i costi. Ma alcuni emendamenti potrebbero ribaltare la situazione. Lo stesso vale per le ricette della Sinistra: un aumento dello 0,5 per mille dell’aliquota massima dell’imposta sulla sostanza e la modifica delle tasse per le operazioni nel registro fondiario. E anche il co-presidente del PS Fabrizio Sirica non si dice soddisfatto dell’operato del Governo. «Doveva fare solo una cosa: un atto amministrativo in cui veniva fissata una data di entrata in vigore di ciò che il popolo ha votato. È quello che richiede la normale prassi, nonché quello che indica anche la perizia che ha commissionato». Per Sirica, il Consiglio di Stato non doveva quindi «inventarsi messaggi con legami incostituzionali con il finanziamento, così come non avrebbe dovuto audizionare gli inziativisti. Doveva semplicemente decidere una data in vigore». Una situazione definita dal co-presidente socialista «un pasticcio».

Terza via: entrata in vigore a gennaio 2027

Infine, c'è la terza via proposta dall'UDC: l'entrata in vigore di entrambe le iniziative è fissata al primo gennaio 2027. Per la copertura viene proposto un tetto massimo alla crescita delle spese sul personale, su beni e servizi e sulle spese di trasferimento, esclusi i sussidi.