
In un'interrogazione inoltrata lo scorso mese di gennaio, il capogruppo leghista in Gran Consiglio Daniele Caverzasio chiedeva lumi al Governo sul ruolo del Delegato per i rapporti transfrontalieri e internazionali rappresentato nella persona di Francesco Quattrini. Questo a seguito di una nota presentata dallo stesso al Governo, nella quale, a detta di Caverzasio, egli esponeva considerazioni "molto discutibili" sugli accordi fiscali oggetto di negoziati tra Svizzera e Italia.
Nella sua risposta, presentata negli scorsi giorni, il Governo tiene subito a precisare che "la fuga di notizie", sulla quale si basa l'interrogazione di Caverzasio, è stata segnalata al competente Ministero pubblico. Le considerazioni di Quattrini sull'accordo fiscale con l'Italia erano infatti contenute in un atto interno allestito per il Governo, "con le conseguenti accentuazioni polemiche, parziali e fuorvianti, che non contribuiscono certo a favorire una corretta informazione sull'oggeto, sul suo contenuto e sulla sua portata politica".
Fatta questa premessa, il Governo si sofferma poi a presentare la figura del Delegato per i rapporti transfrontalieri e internazionali, istituito lo scorso settembre: "Franceso Quattrini è stato assunto nell'ambito del progetto di impostazione su nuove basi, più concrete e solide dell'organizzazione e del funzionamento delle relazioni esterne, sia per i rapporti con la Confederazione e i Cantoni, sia per le relazioni transfrontaliere ed internazionali, avviate alla fine della scorsa legislatura".
"La scelta della sua persona è stata fatta sulla base di una fruttuosa collaborazione con il Dipartimento federale degli esteri (DFAE), al quale il Governo si è rivolto per disporre di un profilo professionale, possibilmente ticinese, con formazione ed esperienza nell'ambito della diplomazia elvetica, e che potesse fungere da collaboratore, consulente e supporto tecnico al Governo per affrontare e gestire le relazioni con l'talia". Il suo ruolo e i suoi compiti sono, si continua a leggere, suddivisi in particolare negli ambiti di attività e di intervento nelle relazioni istituzionali, nelle pubbliche relazioni e sul piano amministrativo.
Il Consiglio di Stato si concentra poi di nuovo sulla nota interna allestita da Quattrini. Quella delle "note diplomatiche", specifica il Governo, è una prassi consolidata presso il DFAE. "Quattrini ha ritenuto, sulla base delle informazioni in suo possesso e all'imminente conclusione della fase negoziale degli accordi fiscali tra Svizzera e Italia, di presentare le sue considerazioni, valutazioni e apprezzamento all'attenzione del Consiglio di Stato, da un profilo strettamente formale in linea con le direttive suindicate".
"Certo si può disquisire su alcune puntualizzazioni ed accenti proposti nella nota del Delegato" aggiunge il Governo. Ma la nota sarebbe stata oggetto di esame e discussione da parte dei membri del Governo, i quali possono prendere atto, esaminare, condividere o semplicemente non considerare.
A posteriori, per rispondere a Caverzasio, il Consiglio di Stato si limita a constatare che Quattrini si è mosso nell'ambito dei compiti e delle funzioni per i quali è stato assunto.
Per quanto riguarda la futura collaborazione con Quattrini, il Governo sottolinea che il caso specifico prevede un periodo di valutazione, la presentazione di un rapporto e un'audizione sull'attività svolta. A tal proposito negli scorsi giorni il Governo ha incontrato Quattrini per una presa di conoscenza e apprezzamento sul primo periodo di attività. Sarà compito del prossimo Consiglio di Stao esprimersi sulle relative valutazioni.
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