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Ticino
Il Governo difende Dell'Agnola: "Nessun atto di violenza"
Il Governo difende Dell'Agnola: "Nessun atto di violenza"
Il Governo difende Dell'Agnola: "Nessun atto di violenza"
Redazione
10 anni fa
E bacchetta Robbiani: "Interrogazione poco consona. Il docente gode della stima del mondo scolastico"

"La sua interrogazione, ci si permetta di dirlo, si apre con un articolato cappello in cui fatti puntuali sono frammisti a giudizi di valore, interpretazioni, considerazioni di natura più o meno politica che in larghissima misura propongono una visione caricaturale della realtà, poco consona ad un'interrogazione".

Inizia così la risposta del Consiglio di Stato a un atto parlamentare presentato da Massimiliano Robbiani in merito al docente Daniele Dell'Agnola, accusato dal leghista di aver pubblicato su Facebook alcune affermazioni "offensive".

"Due pesi e due misure" era quindi il titolo dell'interrogazione, in cui Robbiani accusava il DECS di proteggere i docenti di sinistra. Accuse che il Governo rimanda al mittente.

Prima di rispondere alle domande poste dal granconsigliere, il Consiglio di Stato tiene a precisare che il docente finito al centro dell'interrogazione, "contrariamente da quel che traspare" dallo scritto di Robbiani, "gode della stima del mondo scolastico e quindi, quale collaboratore del Cantone, anche dello scrivente Consiglio. Attivo da 16 anni nelle scuole medie e nelle professionali superiori, da quattro alla SUPSI, nonché docente di pratica professionale, il signor Dell'Agnola svolge un'intensa attività in ambito didattivo, culturale, sociale anche al di fuori dell'ambito scolastico".

Il Governo si sofferma poi sulla frase incriminata dal granconsigliere, secondo cui Dell'Agnola "ha scritto di uccidere i propri studenti con cui era in conflitto in data 10 febbraio 2010". Un commento che il Governo ritiene "si inserisce in modo scherzoso (come riconosciuto peraltro dallo stesso interrogante) in un contesto dialettico di "conflitto cosmico" in cui l'adulto deve riuscire ad accettare di vivere il conflitto con gli adoloscenti, che stanno crescendo". Secondo il Governo la frase, "peraltro di 6 anni or sono", è stata estrapolata dal contesto ed era "evidentemente un'ironia voluta, riferita a un progetto in corso d'opera, attraverso il quale gli allievi hanno poi scritto ottimi testi pubblicati in rete e in un libro. In nessun modo si tratta dell'evocazione di un atto di violenza né tantomeno di una minaccia di ritorsione".

Continuando a rispondere alle domande di Robbiani, il Governo precisa che il docente non è mai stato sanzionato, né gli è stato intimato di cancellare "ciò che di fatto è un vasto apporto di materiali di lavoro, annunciato e motivato pubblicamente". Per comminare sanzioni disciplinari, aggiunge ancora il Governo, è necessario che siano adempiuti alcuni presupposti, che in questo caso "sono manifestamente assenti".

Per quanto riguarda la pubblicazione di foto di allievi minorenni, queste sono state annunciate ai genitori, precisa il Governo. Il docente, inoltre, "non ha mai inteso svolgere, in ambito scolastico, attività politica nell'accezione intesa dall'interrogante. I suo progettto educativo è invece volto, nel pieno rispetto dei piani di studio, alla formazione di uno spirito critico, di autonomia di giudizio, e di confronto dialettico con gli altri e con il potere, osservando sempre il rispetto dei diritti e della dignità altrui".

Sul coinvolgimento di Dell'Agnola sul manuale di educazione sessuale, il Consiglio di Stato afferma che il docente è stato chiamato a far parte di una speciale commissione in ragione delle sue riconosciute competenze. "Non si è trattato dunque di un premio. Peraltro scrivere è un lavoro. Prima di scrivere occorre documentarsi, ascoltare chi ha opinioni diverse, mediare, soprattutto per un tema così delicato".

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