
Il Consiglio di Stato ticinese "deplora" la pubblicazione di annunci riservati ai soli frontalieri, ma non vede in che modo sarebbe possibile vietarli.
È quanto si evince dalla risposta governativa a un'interrogazione presentata lo scorso 9 dicembre dal deputato Massimiliano Robbiani (Lega).
Il leghista, partendo da un annuncio riservato ai frontalieri apparso sulla lista delle offerte di lavoro pubblicata da un sindacato ticinese, chiedeva al Governo un parere su queste inserzioni e sulla possibilità di proibirle.
"Annunci come quello riportato nella presente interrogazione non possono che preoccupare" gli risponde il Governo, "in quanto acuiscono potenzialmente una concorrenza dannosa sul mercato del lavoro, con un serio pericolo di speculazione in materia salariale e condizioni lavorative."
"Non possiamo che deplorare, quindi, queste pratiche contrarie alle norme dell'etica e frutto del comportamento mirante esclusivamente alla contrazione dei costi di qualche imprenditore" scrive ancora il Governo, auspicando che le aziende attive in Ticino facciano preliminarmente capo alla manodopera locale.
Ma, spiega il Governo, "non si vede a quale norma di polizia si potrebbe fare capo" per proibire gli annunci discriminatori.
Inoltre, anche in assenza di una preferenza esplicita per i lavoratori frontalieri in un annuncio di lavoro, non sarebbe esclusa "una possibile e successiva selezione interna a scapito dei residenti durante la procedura di assunzione", scrive il Consiglio di Stato.
In conclusione, "non vi sono dubbi che il caso evidenziato nell'interrogazione sia sintomo di un'etica imprenditoriale criticabile e che desta preoccupazione" scrive il Governo. "Essa deve essere monitorata con la dovuta attenzione, come peraltro già accade nell'ambito delle indagini del mercato del lavoro che sono accuratamente pianificate e condotte dai servizi cantonali per conto della Commissione tripartita in materia di libera circolazione delle persone."
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