
Anche i Verdi del Ticino prendono posizione sulla manovra finanziaria da 185 milioni di franchi presentata ieri dal Consiglio di Stato.
"La manovra di rientro proposta dà l'impressione che ci si ostini a curare i sintomi, ma non le cause" si legge in un comunicato odierno dei Verdi, i quali ritengono invece "fondamentale riflettere sulle cause strutturali del debito pubblico, allargando lo sguardo a 360 gradi sulla struttura economica del nostro Cantone."
"Studieremo con attenzione le misure di risparmio e l'impatto che queste misure avranno sulle diverse categorie di cittadini prima di prendere una decisione, ma sin d'ora è impossibile non fare un confronto fra questi tagli, che richiedono sacrifici a tutta la popolazione, e gli sgravi fiscali per le imprese e le persone benestanti, a cui non è stato chiesto nulla in cambio" proseguono i Verdi.
"Fino a quando non ci saranno interventi incisivi per sostenere un’economia locale responsabile e sostenibile, non sarà possibile generare ricchezza e lavoro per i residenti ed eliminare le cause che portano ad una crescente difficoltà economica e occupazionale" si legge ancora nel comunicato. "Fino a che non riusciremo a ridurre lo spreco di territorio e il traffico generato da una pianificazione irresponsabile, è impossibile ridurre le spese infrastrutturali generate dalla mobilità. Per risanare i conti dello Stato, o perlomeno per diminuire il deficit pubblico, occorrono misure che vadano a risolvere le cause e non solo a curare i sintomi."
"Per generare ricchezza e per ancorarla al suolo cantonale occorre proteggere il mondo del lavoro e l’economia locale" proseguono i Verdi. "E’ tempo che venga implementato l’articolo costituzionale sui salari dignitosi, che permetta ai residenti di essere concorrenziali sul mercato dell'impiego e di reinvestire i guadagni sul suolo cantonale a beneficio dell'economia ticinese."
"È inoltre necessario agire anche sul gettito fiscale: serve una riflessione più profonda per quanto riguarda le deduzioni fiscali, affinché chi opta per una mobilità responsabile non risulti penalizzato rispetto a chi, per scelta, opta per la mobilità individuale" scrivono ancora i Verdi. "Ma non solo, una riflessione si impone anche per quanto riguarda la fondatezza delle deduzioni sociali, oggi riconosciute a tutti i contribuenti, indipendentemente dal reddito e dalla sostanza dichiarati."
"Dobbiamo smettere di ragionare a compartimenti stagni e pensare all’insieme delle cause strutturali che hanno creato e alimentano il debito pubblico" concludono i Verdi. "È ormai evidente che l’economia che abbiamo creato provoca più costi che benefici."
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