
Il Consiglio di Stato ha presentato oggi la propria posizione sull’iniziativa "Rafforziamo la scuola media – Per il futuro dei nostri giovani", che sarà posta in votazione il 5 giugno, e raccomanda alla popolazione di respingerla. A mente del Governo, l’iniziativa – benché animata da intenti lodevoli – non rappresenta una soluzione ideale ai problemi della scuola, in particolare dal punto di vista didattico, perché concentra la propria attenzione unicamente sulla scuola media. Il Consiglio di Stato ha da poco avviato la consultazione sul progetto di riforma «La scuola che verrà», che affronta invece in modo globale buona parte delle tematiche sollevate dagli iniziativisti; differenziazione pedagogica, collaborazione tra docenti e architettura del percorso educativo. A differenza dell’iniziativa, la riforma propone infatti di intervenire sull’insieme del settore dell’obbligo – scuola dell’infanzia, elementare e media – nell’intento di migliorare la qualità dell’insegnamento e le condizioni di lavoro degli insegnanti. Se l’iniziativa venisse accettata, questo processo di adeguamento complessivo alle nuove esigenze educative, culturali e socio-economiche verrebbe in parte compromesso, a scapito soprattutto dell’educazione primaria.
L’iniziativa in votazione il prossimo giugno risulta inoltre essere molto problematica da un punto di vista finanziario, poiché – rispetto alla situazione attuale – genererebbe un aumento delle spese valutato in 45 milioni di franchi l’anno. Le diverse misure proposte hanno infatti un costo di 37,5 milioni di franchi l’anno a carico del Cantone e di 7,5 milioni a carico dei Comuni. Gli enti locali sarebbero in particolare chiamati a sostenere parte dei costi per i servizi scolastici e a partecipare al finanziamento degli stipendi dei docenti della scuola media – in piena opposizione con i principi del progetto «Ticino 2020», che mira a semplificare i flussi finanziari e la ripartizione di compiti fra Cantone e Comuni. Va infine ricordato che l’iniziativa – accanto a questi costi ricorrenti - comporterebbe investimenti, pur se scaglionati nel tempo, di circa 23 milioni di franchi per il potenziamento della ristorazione scolastica e di ulteriori 100-120 milioni di franchi per l’edificazione di sedi scolastiche supplementari.
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