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Ticino
Il Governo congela i ristorni
Redazione
15 anni fa
L'Esecutivo ha deciso di congelare il 50% dei ristorni delle imposte pagate dai frontalieri. Rottura tra i Ministri

Bloccati. La metà ma bloccati. Il Consiglio di Stato dopo oltre due ore di riunione, ha preso una decisione che, al di là di come la si giudichi, è certamente storica. La maggioranza del Governo ha deciso infatti di congelare la metà del ristorno dell’imposta alla fonte dei frontalieri. Dunque il 50% dei 53 milioni sarà regolarmente versato. Mentre l'altra metà sarà congelata su un conto di BancaStato. Questa dunque la via imboccata dalla maggioranza del Governo, ovvero da Marco Borradori, Norman Gobbi e Paolo Beltraminelli, rientrato appositamente dalle vacanze per votare questa soluzione.  Ma nella conferenza stampa indetta subito dopo la riunione si è palesata la spaccatura all'interno del Governo. Davanti ai giornalisti si sono presantati la presidente Laura Sadis, il vicepresidente Marco Borradori e Manuele Bertoli. Assenti scusati Norman Gobbi e Paolo Beltraminelli. E quella che doveva essere una normale comunicazione ai media, si è trasformata in un botta e risposta tra Sadis e Borradori. "La decisione presa oggi ha degli aspetti problematici che vanno contro la legalità degli accordi internazionali. La via solitaria decisa oggi rischia di portare il cantone a degli svantaggi con l'Italia e in un vicolo cieco, perché alle ritorsioni gli italiani potrebbe rispondere con altre riflessioni. Stiamo offrendo uno spunto gustoso per le liste nere e anche i nostri rapporti con Berna peggioreranno", ha detto Laura Sadis."Siamo dei politici e dobbiamo tutelare gli interessi del nostro paese: non voglio sentirmi dire che siamo dei semplici pagatori e che andiamo contro la legalità. Cos'altro dobbiamo aspettarci dall'Italia dopo le black-list e altre misure adottate contro i nostri interesse. Quelle dell'Italia sono ritorsioni contro le quali bisognava dare un segnale forte e bisogna dire che anche Berna non si è mai mossa con la stessa celerità che ha avuto in altri casi simili" ha replicato a tono Marco Borradori. Manuele Bertoli dal canto suo ha cercato di gettare acqua sul fuoco "Non ho votato questa decisione perché non mandiamo un segnale positivo ne nei confronti della Confederazione nè nei rapporti con l'Italia. A mio avviso bisognava proseguire sulla via del dialogo".

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