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Ticino
“Il Governo condivide le dichiarazioni di Gobbi?”
Matteo Quadranti. Foto CdT
Matteo Quadranti. Foto CdT
Redazione
6 anni fa
Anche il PLR chiede lumi dopo il servizio di Falò, dicendosi preoccupato per “l’ingerenza della politica” nei confronti del servizio dei ricorsi del Governo

Dopo l’MPS e il PS, anche il PLR si rivolge al Consiglio di Stato per chiedere lumi sulle recenti affermazioni del Consigliere di Stato Norman Gobbi rilasciate alla trasmissione Falò. Secondo il deputato Matteo Quadranti, primo firmatario dell’interrogazione, il servizio ha portato alla luce “procedure quanto meno discutibili” per quanto riguarda il rilasco dei permessi, nonché “un’ingerenza politica” nei confronti del Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato.

“Da un punto di vista generale, riemerge con evidenza la cultura del sospetto che impregna il Dipartimento delle istituzioni, che promuove una politica dei permessi che va ben oltre la sacrosanta ed efficiente tutela dell’ordine pubblico” scrive Quadranti. “Non di raro, infatti, le procedure si dilatano e si complicano anche per stranieri che da anni lavorano sul nostro territorio o che sono cittadini di paesi esteri molto interessanti dal punto di vista professionale o fiscale”.

Quello che preoccupa il partito è anche un secondo aspetto che concerne il rapporto tra poteri e funzioni dello Stato. “Il cittadino si aspetta che il Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato - spesso impegnato con problematiche delicate - sia un’istanza completamente indipendente” prosegue il deputato PLR. “Alla luce di quanto emerso dalle dichiarazioni del direttore del Dipartimento delle Istituzioni, invece, questo Servizio avrebbe ricevuto indicazioni da parte del Governo sulle prassi da seguire in caso di ricorso nell’ambito del rilascio dei permessi, malgrado questa sia stata più volte severamente criticata dal TRAM. Inoltre, sempre il Consigliere di Stato Gobbi si premura di ripetere che le decisioni prese non sono “illegali”, quando invece il TRAM annulla solo le decisioni contrarie alla legge (cfr. LPAmm). È quindi non solo inopportuno, ma anche errato, affermare che le decisioni annullate dal TRAM non siano contrarie alla legge.

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