
Il Governo non incontrerà gli ambienti economici nell'incontro più atteso della settimana, quello cioè per discutere sulla manovra finanziaria. Come dire, il Consiglio di Stato va avanti con la sua idea. Punto e basta. A darne notizia oggi il Corriere del Ticino.Ma era nell'aria. Infatti Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio, dichiara: "Immaginavo che sarebbe finita così. Non sono stupito, probabilmente hanno capito che con noi non ci sono margini, che non in tendiamo piegarci. Non intendo fare polemica alcuna, ma la situazione è talmente chiara che non richiede altri approfondimenti". "Noi le nostre carte le abbiamo giocate fino in fondo", dice Gianluigi Piazzini, presidente della Camera ticinese dell'economia fondiaria". Gli fa eco Paolo Fioravanti, presidente dell'Aiti, secondo cui il mancato incontro con il Governo "non è un problema. Se vogliono andare avanti dritti, lo facciano pure. Alla fine tireremo le somme".Ma gli esponenti del mondo economico ticinese di certo non si tirano indietro, anzi. Come osserva Franco Citterio, direttore dell'Associazione bancaria ticinese, "a breve ci incontreremo con le altre associazioni e decideremo cosa fare".Edo Bobbià, direttore della Società degli impresari costruttori, ribadisce un chiaro no alla manovra e "un'opposizione altrettanto determinata a qualsiasi aggravio fiscale diretto o indiretto". E termina: "Se entro la fine dell’anno non arriveranno proposte concrete per contenere le uscite, chiederemo tagli lineari".
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