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Ticino
Il Governo bacchetta Ronny Bianchi
Il Governo bacchetta Ronny Bianchi
Il Governo bacchetta Ronny Bianchi
Redazione
11 anni fa
"S'interessa di boschi, ma non conosce il settore in profondità" commenta il Consiglio di Stato in una risposta a Franco Denti

Un progetto milionario sfumato nel 2014 nel comune di Quinto alimenta ancora scambi pungenti fra l’amministrazione cantonale e l’economista Ronny Bianchi. È il Consiglio di Stato che rispondendo ad un’interrogazione del deputato dei Verdi Franco Denti lancia alcune frecciatine all’ex membro, dimissionario, del CdA di AET.

Ma andiamo con ordine.

Nel 2014 la Tiwood SA rinunciò ad insediare uno stabilimento industriale per la produzione di pannelli isolanti in legno nel comune leventinese, nell’ex stabilimento Tensol Rail. Un progetto da circa 25 milioni. La principale causa di questa marcia indietro fu da ricondurre all’impossibilità di ottenere sul mercato ticinese sufficiente legname di scarto ad un prezzo competitivo.

Fra i commenti e le analisi seguenti la notizia, uno scritto di Ronny Bianchi attirò l’attenzione di Franco Denti che venne ripreso un anno dopo nella sua interrogazione. Sulle colonne de La Regione, l’economista muoveva critiche contro le aziende forestali e a la Sezione forestale: “Ci sono troppe aziende forestali e ognuna è sottodimensionata dal punto di vista tecnologico. Oggi in Ticino sarebbero più che sufficienti un paio di aziende dotate delle nuove tecnologie. Ma per arrivare a quest’obiettivo è necessaria una profonda riorganizzazione del settore che né i diretti interessati, né la Sezione forestale sembrano voler intraprendere. Un semplice esempio è la pianificazione dei tagli su un più anni, che permetterebbe alle aziende di razionalizzare i lavori…”

Parole che non hanno lasciato indifferente il Consiglio di Stato, che in pronta risposta lo scorso 2 dicembre ha commentato: “Dobbiamo purtroppo constatare che il signor Ronny Bianchi, malgrado si interessi da tempo di quanto succede nell’ambito della filiera bosco-legno, dimostri con le sue dichiarazioni – esternate a ritmi regolari – di non conoscere in profondità il settore. […] Uno sfruttamento del bosco come inteso dall’economista Bianchi è assolutamente insostenibile e nemmeno conforme con quanto previsto dai principi della selvicoltura naturalistica, principi che stanno alla base del Piano forestale cantonale.”

Diverbio e frecciatine a parte. In risposta alle altre domande di Franco Denti sullo stato del suolo del sedime exTensolRail e sui rischi per la salute legati alle coperture dei tetti in Eternit, il Governo ha risposto quanto segue: “Il sito è iscritto nel catasto cantonale dei siti inquinati. Nel 1999 fu eseguita un’indagine preliminare. I risultati analitici permisero di constatare inquinamenti puntuali importanti dovuti a idrocarburi alifatici e metalli pesanti. Nel corso del 2010 è poi stato elaborato un rapporto di indagine storica e un capitolato d’oneri per l’indagine tecnica, che però non è mai stata eseguita.”

Riguardo ai rischi dell’Eternit: “La vigilanza spetta ai Comuni. Il Comune di Quinto ha confermato di non avere formalmente invitato l’attuale proprietaria a sostituire il materiale visto che non sussistono gli estremi per una procedura in questo senso. […] Anche in condizioni sfavorevoli e nelle immediate vicinanze , anche se usurate, non sono rilevabili fibre di amianto in aria”.

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