
"Nessuna intenzione di contrastare le emittenti private o giudicare il loro operato." Così il Governo ha risposto alla lettera che Filippo Lombardi ha scritto a nome di TeleTicino, Radio3i e Radio Fiume Ticino.
Nero su bianco il presidente del CdA delle emittenti di Melide aveva espresso tutto il suo disappunto sulla presa di posizione del Consiglio di Stato, indirizzata all'Ufficio federale delle comunicazioni, nell'ambito della nuova ordinanza radiotelevisiva. Le perplessità, lo ricordiamo, nascevano dalla lunga serie di osservazioni inviate a Berna, dove, tra le altre cose, il Governo chiedeva un rigore maggiore da parte dell'organo di sorveglianza. Una puntualizzazione ingenerosa, secondo Lombardi, visto che le emittenti private vengono sottoposte ogni anno a un triplice meccanismo di controllo.
Ora il Consiglio di Stato chiarisce i contenuti della lettera della discordia. Si dice soddisfatto dell'aumento del finanziamento previsto per le emittenti private e ne riconosce l'importanza. Auspica che l'impiego di soldi pubblici continui ad essere monitorato, si rallegra che Teleticino si stia impegnando per attuare il servizio di sottotitolazione e infine sottolinea l'importanza del mantenimento dei posti di lavoro. Insomma, tra emittenti private e Governo torna il sereno.
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