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Ticino
Il GIAR conferma l'arresto di Reto Brunett
Redazione
17 anni fa
Quattro i reati contestati a Brunett: truffa e amministrazione infedele, infedeltà nella gestione pubblica e corruzione passiva

Il procuratore generale Bruno Balestra gli ha notificato l’arresto ieri sera dopo la mezzanotte. Al termine di una estenuante giornata di interrogatori incrociati, l’ex direttore dell’Azienda elettrica ticinese Reto Brunett é finito in carcere. E in serata il giudice dell'istruzione e dell'arresto Claudia Solcà ha confermato la misura di detenzione preventiva. Quattro i reati contestati a Brunett: truffa e amministrazione infedele, infedeltà nella gestione pubblica e corruzione passiva. Questi ultimi due reati potrebbero profilarsi nella misura in cui l'AET fosse considerata un'azienda di interesse pubblico, e Brunett equiparato ad un pubblico funzionario. Quindi il ventaglio di ipotesi è ancora molto ampio e nei prossimi giorni verrà chiarito.Balestra e altri procuratori del pool finanziario, hanno interrogato anche diverse persone legate più o meno direttamente a Brunett. Tra cui Luca Bernasconi, ex consulente legale dell’AET. Nei confronti di quest’ultimo non sono comunque emersi elementi tali da giustificarne il fermo. Brunett è difeso dall’avvocato Davide Corti. L’operazione di ieri é scattata in seguito a un esposto presentato il 14 settembre al Ministero pubblico dal legale di AET Luca Marcellini. Un dettagliato elenco di fatti con possibile rilevanza penale, tutti relativi all’operazione ZET, la società argoviese di ingegneria che AET acquistò in maggio su proposta dello stesso Brunett. Il titolare della ZET, Ronald Zimmerli, incassò 2 milioni di franchi, nel quadro di un contratto che prevedeva il versamento di altri 2 milioni e mezzo in caso di buoni risultati finanziari. Dal 14 settembre il Ministero pubblico ha iniziato una lunga e paziente indagine. Interrogatori, accertamenti, acquisizione e verifica di documenti. Fino a che il quadro si é precisato e ha reso possibile il blitz di ieri. In mattinata la polizia urana ha bussato alla porta di Brunett, nel paesino di Schattdorf, dove l’ex direttore è tornato a vivere dopo essere stato licenziato a inizio agosto. Gli inquirenti hanno effettuato perquisizioni a casa sua e nel Canton Argovia, dove ha sede la ZET. Brunett respinge ogni addebito. Si dichiara innocente e ieri ha fornito al procuratore Balestra una serie di spiegazioni, che non sono però state sufficienti a evitargli l’arresto. L’esposto presentato dall’AET verte sostanzialmente sulle modalità e la tempistica dell’operazione ZET, che è stata tra i principali motivi che hanno portato alla burrascosa separazione da Brunett. Il documento sottolinea il fatto che nell’ambito di quell’acquisto non vennero fornite al Consiglio di amministrazione informazioni corrette, e che vi erano anomalie sospette. Anomalie sulle quali si sono innestati termini contrattuali considerati ingiustificati e non corrispondenti a quanto prospettato agli amministratori dell’AET. [email protected]

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