
Un ospedale da Champions League della sanità, usando le parole del presidente Paolo Sanvido. È questo in pratica il progetto dell’Ente ospedaliero cantonale immaginato nella strategia 2018-2021 illustrata oggi alla stampa. Alla base del piano una visione sintetizzata da una parola.
"La filosofia è: insieme. Insieme con i medici, con il nostro personale, insieme per curare meglio e migliorare la presa a carico dei pazienti", ha dichiarato a TeleTicino il presidente dell'EOC.
L’ente ha stabilito obiettivi sanitari, obiettivi finanziari, ma soprattutto l’idea di un grande ospedale multisito che riesca a garantire servizi di punta per la quasi totalità delle patologie. Ma in soldoni cosa cambierà per i pazienti? "I nostri ospedali regionali rimangono delle porte aperte per tutti i pazienti. Offriremo consultazioni specialistiche, ci sarà tutta la diagnostica a disposizione a livello di prossimità. Gli interventi più specialistici verranno invece concentrati in quelli che abbiamo definito centri di riferimento a livello cantonale", ha spiegato il direttore generale Giorgio Pellanda. A Lugano sarà, per esempio, il fulcro della chirurgia altamente specializzata. A Bellinzona invece la pediatria. Tra i progetti, poi, oltre all’ampliamento di Mendrisio, Locarno e Lugano, vi è l’ospedale tutto nuovo di Bellinzona e che dal 2030 dovrebbe sostituire del tutto il San Giovanni.
Capitolo a parte, poi, per il master in medicina che debutterà a settembre 2020. Una settantina di studenti arriverà da Zurigo per completare gli studi a Lugano. Centrale e distintiva l’offerta formativa: poche ore di lezione frontale e tanta pratica a tu per tu con i medici esperti. "L'obiettivo, per quanto riguarda l'immersione clinica, quindi i due giorni dove gli studenti saranno nell'ospedale, nei nostri servizi ospedalieri, è nel rapporto di un medico esperto con due studenti. Ad esempio, nelle facoltà svizzero tedesche, il rapporto è di circa 6-8 studenti per un medico esperto", così il capo area Formazione accademica Fabrizio Barazzoni.
Infine non si poteva evitare l’argomento Cardiocentro. L’EOC è in attesa delle trattative del Governo, ma Paolo Sanvido vuole rassicurare i molti pazienti che hanno a cuore l’istituto. "Non ci saranno più le 7 poltrone del consiglio di fondazione, e il prof. Mocetti, a 82 anni, come da lui detto, non sarà più il conduttore della struttura. Il testimone dovrà quindi passare, e noi speriamo che passi al prf. Giovanni Pedrazzini che è già oggi professore di ruolo dell'USI e assistente e braccio destro del prof. Mocetti. Queste sono le uniche cose che cambiano".
Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino delle 18.45
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