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Ticino
Il futuro degli impianti di risalita passa anche dai banchi del Gran Consiglio
©Carlo Reguzzi
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Redazione
un anno fa
Al via questo pomeriggio la seduta di Gran Consiglio. Tra i temi che dovranno trattare i deputati la richiesta di un credito di 5,6 milioni di franchi quale contributo forfettario alla gestione ordinaria per Airolo, Bosco Gurin, Campo Blenio, Carì e Nara per le stagioni invernali dal 2025/26 al 2028/29.

Le prime nevicate hanno già imbiancato il Ticino, ma è ancora presto per parlare di sfrecciare con sci e snowboard sulle piste ticinesi. Tuttavia il futuro degli impianti di risalita ticinesi verrà in parte deciso dal Gran Consiglio, che oggi si troverà a dover votare il credito di gestione corrente da 5,6 milioni di franchi quale contributo forfettario alla gestione ordinaria di Airolo, Bosco Gurin, Campo Blenio, Carì e Nara per le stagioni invernali dal 2025/26 al 2028/29. Il credito, ricordiamo, ha l'obiettivo di "garantire la sopravvivenza (e l’evoluzione) di un settore che, tra sport, turismo e identità territoriale, resta un tassello chiave per le valli ticinesi", ma non prevede nessun aiuto per le stazioni più piccole. Il Cantone apre però alla possibilità che i singoli Enti regionali per lo sviluppo (ERS) possano destinare parte dei propri fondi di promozione regionale anche alla manutenzione di questi impianti. In totale, si parla di una richiesta di circa 214mila franchi per tutto il quadriennio.

Il rapporto di maggioranza

La Commissione della gestione ha sottoscritto a maggioranza il rapporto redatto da Luca Renzetti (Plr) e firmato da Maurizio Agustoni (Centro), Samantha Bourgoin (Verdi), Paolo Caroni (Centro), Fiorenzo Dadò (Centro), Ivo Durisch (Ps), Natalia Ferrara (Plr), Sabrina Gendotti (Centro), Michele Guerra (Lega dei Ticinesi), Daniele Piccaluga (Lega dei Ticinesi) che ha firmato con riserva, Matteo Quadranti (Plr), Fabrizio Sirica (Ps), Roberta Soldati (Udc) e Alessandro Speziali (Plr). Per loro il Gran Consiglio "deve approvare il credito" perché "con questo intervento il Cantone conferma la volontà di tutelare e sviluppare un patrimonio sportivo, sociale ed economico indispensabile per le regioni di montagna e per l’intero territorio ticinese".

E quello di minoranza

In quello di minoranza, invece, firmato dal relatore Boris Bignasca (Lega dei Ticinesi) e da Tiziano Galeazzi (Udc), si legge che "il sostegno agli impianti di risalita è importante, ma deve essere erogato con criteri chiari e misurabili, attraverso canali appropriati e con una governance trasparente". Per questo viene chiesto al Parlamento di respingere il messaggio e al Governo di "garantire tramite decisione autonoma urgente un contributo minimo agli impianti per assicurare le revisioni e le manutenzioni per la stagione invernale 2025/2026" e "rielaborare in tempi brevi un nuovo messaggio che definisca chiaramente i criteri di finanziamento con obiettivi misurabili, introduca un modello di governance stabile per ogni stazione e un sistema di rappresentanza unico a livello ticinese e vincoli i contributi a strategie di sostenibilità a lungo termine".