
Un nuovo spazio espositivo tra storia, arte e natura ha trovato casa al Fortino della Fame «Ai Scarsitt», la prima delle cinque torri militari sulla collina di Camorino, parte della storica linea difensiva Dufour. L'inaugurazione, avvenuta nei giorni scorsi, rappresenta un ulteriore passo nel lavoro di valorizzazione portato avanti dall'omonima associazione, che da un quarto di secolo si occupa della conservazione del complesso.
Il fortino
Il fortino è stato allestito con nuovi supporti metallici e un'illuminazione pensata per esaltare sia l'architettura originale sia le opere esposte. A inaugurare il nuovo spazio sono state le tele dell'artista giubiaschese Roby Conforti, dedicate ai paesaggi e alla natura. «Dopo diversi anni in cui ci si arrangiava, abbiamo deciso di creare qualcosa che fosse davvero attrattivo, elegante e unico», spiega la presidente dell'associazione, Valeria Crameri Beltrametti. «Questo fortino è diventato uno spazio capace di accogliere mostre ed esposizioni in maniera elegante, in un contesto storico unico e immerso nella natura».
Venticinque anni di impegno
L'associazione festeggia quest'anno il venticinquesimo anniversario della sua fondazione. Nacque proprio per salvaguardare le fortificazioni di Camorino, allora poco valorizzate. «Un gruppo di persone del luogo, pur non essendo del mestiere, si è fatto avanti dicendo al Cantone: «Vi ricordate che esistono queste strutture? Noi possiamo prendercene cura»», ricorda Crameri Beltrametti. Da allora l'associazione opera su mandato del Cantone, occupandosi della manutenzione e della promozione delle opere militari.
Un tassello della Fortezza di Bellinzona
I fortini fanno parte del sistema della Fortezza di Bellinzona insieme ai tre castelli patrimonio mondiale UNESCO. A differenza delle fortificazioni medievali, costruite per difendere la città da nord, queste opere risalgono alla metà dell'Ottocento e furono realizzate per contrastare una possibile invasione proveniente da sud, dal Regno Lombardo-Veneto. L'associazione organizza inoltre visite guidate su richiesta, prenotabili attraverso il sito dedicato.
Lo sguardo all'UNESCO
L'obiettivo, ora, è quello di vedere riconosciuto anche il valore delle fortificazioni ottocentesche nell'ambito del patrimonio UNESCO. «Noi lo facciamo con il cuore», conclude la presidente. «Se arrivasse un riconoscimento di questo valore sarebbe il massimo per i fortini, sia in termini di visibilità sia di riconoscimento del loro valore storico». Secondo Crameri Beltrametti, i fortini rappresentano infatti «il primo baluardo all'ingresso da sud per la difesa di Bellinzona» e costituiscono parte integrante del sistema della Fortezza.

