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Ticino
"Il fondo SwissLos non si tocca!"
Redazione
12 anni fa
La Lega esprime soddisfazione per il NO al credito per Expo 2015. "Ora solo risorse private"

"Dopo il voto odierno, se il CdS vorrà partecipare ad Expo2015 dovrà utilizzare solo soldi privati: il Fondo Swisslos non si tocca!"

Lo scrive la Lega dei Ticinesi, in un comunicato con il quale esprime la propria soddisfazione "per il netto NO pronunciato dai ticinesi al maxicredito di 3,5 mio per Expo2015. I votanti hanno infatti respinto il credito con circa il 55% dei voti."

"Il trionfale successo conseguito dalla Lega già in sede di raccolta firme per il referendum contro il credito per Expo 2015 – ne sono state consegnate oltre 13mila, ciò che costituisce un vero e proprio record democratico – si è dunque ripetuto in sede di votazione" scrive il movimento di Via Monte Boglia.

"Con il suo voto il popolo ha dato un segnale chiarissimo: il Ticino non deve partecipare ad Expo utilizzando soldi pubblici. Di nessun tipo. Quindi nemmeno il Fondo Swisslos" ribadisce la Lega dei Ticinesi. "Anche se giuridicamente attingere a questo Fondo per andare all’Expo non è proibito, almeno così ha deciso il Tribunale federale, dopo il voto odierno questa opzione – che oltretutto sottrarrebbe risorse ad iniziative assai più meritevoli, ad esempio la ricerca medica - è diventata democraticamente impensabile. Costituirebbe una vera presa in giro dei cittadini. Un’operazione di sfrontato aggiramento della volontà popolare, che il CdS non si può in nessun caso permettere."

"Riteniamo peraltro che i tentativi della maggioranza del CdS di eludere il sacrosanto diritto dei cittadini di decidere sull’utilizzo di soldi pubblici, anche in merito di partecipazione ad Expo2015, tramite l’annunciato ricorso al Fondo Swisslos, siano uno dei motivi della vittoria del NO" scrive ancora la Lega. "I ticinesi hanno voluto far capire al governo che questi escamotage sono inaccettabili."

"Di conseguenza, una partecipazione del Ticino ad Expo2015, dopo il voto odierno, può essere finanziata esclusivamente con risorse raccolte da sponsor privati" conclude la Lega. "Quegli stessi sponsor che il CdS avrebbe dovuto coinvolgere subito, e non solo dopo la riuscita trionfale del referendum leghista."

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