
Il Festival precipita nel fango”. E ancora: “Oliver Père: un disastro. Il gusto del disgusto”. Così la pensa Armando Dadò, che ha duramente criticato il Festival ed il suo direttore artistico sull'ultimo numero della Rivista di Locarno. Che ha spedito, con allegate quattro scene pornografiche estrapolate dal film L.A. Zombie di Bruce laBruce, a consiglieri federali, ministri ticinesi, municipali e direttori di testata. Père: un suo primo commento, a caldo, su questa iniziativa di Dadò..."Sono sorpreso. E' ovvio che non era un film per tutti, ma solo per un certo pubblico. E durante il Festival abbiamo preso le precauzioni necessarie per non urtare la sensibilità degli spettatori. Il film è andato moto bene. E ha dopo il Festival di Locarno ha avuto un grande successo anche negli altri festival dove è stato proiettato. E’ una pellicola che mi piace molto. Chiaramente è un film con un contenuto sessuale. Ma non solo. E' soprattutto un film d’autore che ha un contenuto sociale, politico e artistico molto interessante”. Lei quest’estate lo ha definito un "capolavoro". Dadò non la pensa esattamente così… “Ho rispetto per le opinioni della stampa. E’ normale che un film non piaccia a tutti. Ma credo comunque che sia ingiusto focalizzarsi su un film, che non è assolutamente rappresentativo della totalità e della generalità del Festival. Che è da giudicarsi nella sua globalità". Dunque lo riprogrammerebbe?"Certamente. Bruce la Bruce è un regista interessante. E ha dato eclettismo e originalità al Pardo. Locarno è un Festival che da sempre ha avuto la forza e il coraggio di mostrare tutto il cinema. Un cinema sociale, di documentario e di finzione, ma anche un cinema più artistico, sperimentale e spinto anche nei suoi contenuti. Questa libertà Locarno deve salvaguardarla. E deve continuare a seguire questa via”.Ci sarà un Bruce LaBruce anche nell’edizione del 2011…? “E’ un po’ presto per dirlo. L'importante è cercare ogni anni i film più belli, interessanti ed importanti".>>> Nella sezione AUDIO l'intervista completa di Laila Meroni a Olivier Père
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