
L'edizione 2017 del Festival dei diritti umani di Lugano ha ricevuto un contributo di 17'000 franchi, interamente a carico del Fondo Swisslos. Lo ha reso noto il Consiglio di Stato rispondendo a un'interrogazione del deputato leghista Massimiliano Robbiani (vedi articoli suggeriti).
I contributi al Festival che il Cantone versa tramite il Fondo "sono stati stanziati a seguito di una decisione presa su preavviso della Commissione culturale consultiva", ha spiegato il Governo. Tale procedura è comune alle richieste di contributo che pervengono alla Divisione della cultura e degli studi universitari del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport. Per il 2018 la richiesta di contributo deve ancora essere esaminata dalla Sottocommissione cinema e audiovisivi (per la prima volta dalla richiesta di quest’anno) e dalla Commissione culturale consultiva.
Nella sua risposta il Consiglio di Stato ha voluto precisare che - contrariamente a quanto affermato dall'interrogante - il festival non è sovvenzionato con i soldi dei contribuenti: "I contributi erogati tramite il Fondo Swisslos non provengono dalle imposte o tasse pagate dai contribuenti, essendo frutto del gioco liberamente scelto da chi acquista i prodotti Swisslos". La manifestazione, inoltre, è sostenuta tra gli altri anche dalla Confederazione (tramite il Dipartimento federale degli affari esteri) e da sponsor e donazioni private, con un importo che copre meno del 10% dei costi.
Inoltre "il contributo al Festival non è rivolto alle iniziative dei singoli o a iniziative specifiche che possono nascere all’interno del Festival (come ad esempio il sostegno alla proposta di concedere la bandiera svizzera alla nave ong Aquarius). "Ciò che viene sostenuto (peraltro in modo ridotto) è la possibilità di presentare e di dibattere sul tema dei diritti umani, che costituiscono indiscutibilmente la base dell’umana e civile convivenza", ha puntualizzato il Governo.
"L’ultima edizione del Festival, appena svoltasi a Lugano e salutata dalle autorità cittadine, cantonali e nazionali, era incentrata sul tema del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, firmata a Parigi nel 1948. La necessità di dibattere dell’applicazione di questo Atto alla luce dell’attuale quadro internazionale non ci sembra possa essere rimessa in discussione e riguardo alle iniziative che vengono promosse dai singoli, nell’ambito del Festival i relatori invitati sono liberi di esprimere le loro idee in totale libertà. Impedire tale possibilità di espressione sarebbe semplicemente incostituzionale", ha concluso il Consiglio di Stato.
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