
Grande entusiasmo, soprattutto all'insegna della libertà d'espressione, in occasione del ricevimento del Gran Consiglio al Festival del film di Locarno.
Ad esordire con una domanda retorica è stato il sindaco Alain Scherrer: "La politica può fare bene alla cultura?" Poi, dandosi subito una risposta: "Ho bisogno di credere di sì. Ma anche la cultura deve fare qualcosa per la politica. La cultura è un antidoto contro l'egoismo."
Scherrer ha poi approfittato del parterre per lanciare un appello ad andare oltre gli steccati ed affrontare assieme le questioni economico strategiche che riguardano il Locarnese, dal Festival al collegamento veloce A2-A13: "Invito una delegazione a Palazzo Marcacci per salvare un patrimonio meraviglioso ma fragile."
Il presidente Marco Solari, richiamando una bella metafora, ha voluto ringraziare della fiducia il Gran Consiglio: "Ci sentiamo come uno scultore che riceve un masso di granito e deve scolpire un piccolo capolavoro". Poi, facendo riferimento al discusso film "Noun", ha continuato: "Come ogni anno il festival da adito a discussioni vivaci. Noi accettiamo qualsiasi critica ma non pressioni per includere determinate opere". Infine, con un inno alla libertà, ha chiuso lanciando un motto: "Libera-critica con libero-festival".
Anche Norman Gobbi ha voluto sottolineare la grande possibilità espressiva del Festival, richiamando il film "Heimatland" - che, proiettato nei giorni scorsi, ha duramente criticato le scelte del nostro paese -: "Anche questo rientra nel concetto di libertà" - ha detto il Consigliere di Stato - "Il Festival è un momento di grande cultura, non sempre condivisa, ma sicuramente libera." Fa accenno
Un augurio di lunga vita al Festival è infine giunto dal presidente del Gran Consiglio Luca Pagani.
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