
Oggi la medicina punta sempre di più a individuare il farmaco giusto da somministrare al paziente giusto, riuscendo in questo modo ad aumentare l’efficacia e la sicurezza, diminuendo il rischio di effetti collaterali. A livello nazionale, ad occuparsi di questa tematica è il Gruppo Svizzero di Farmacogenomica e Terapia Personalizzata (Swiss Group of Pharmacogenomics and Personalised Therapy). Il professor Alessandro Ceschi, direttore medico e scientifico dell’Istituto di Scienze Farmacologiche della Svizzera Italiana (ISFSI), è stato chiamato a far parte del Comitato direttivo nazionale di questo gruppo di specialisti. Una nomina che, sottolinea l'Ente Ospedaliero cantonale in una nota, "potrà contribuire a consolidare l’ISFSI come centro di competenza riconosciuto a livello svizzero anche nel campo della farmacogenomica, ampliando inoltre la rete delle collaborazioni, in particolare con gli ospedali universitari".
I progressi della medicina hanno permesso di constatare che non tutte le persone reagiscono allo stesso modo a un determinato farmaco: la somministrazione del medesimo preparato può avere un buon risultato su una persona, un effetto nullo o trascurabile su un’altra e addirittura un effetto avverso su una terza persona. Queste risposte così diversificate possono essere determinate da fattori legati a una predisposizione genetica del paziente. La farmacogenomica è una disciplina relativamente recente, che si occupa di studiare i rapporti che possono intercorrere tra i farmaci e le particolarità genetiche della persona cui sono somministrati. In questo modo è possibile ottimizzare l’uso dei farmaci: da un lato riducendo i rischi e gestendoli in modo più efficiente, dall’altro migliorando l’efficacia.
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