
Il bando di concorso emesso dal Dipartimento del territorio per l'appalto della manutenzione delle strade cantonali per il periodo 2015-2018 è finito al centro di un'interrogazione sottoscritta dai granconsiglieri Gianni Guidicelli, (PPD), Lorenzo Jelmini (PPD) e dal presidente del PS Saverio Lurati. Il motivo? Per la fornitura della pietra naturale ai cavisti che si candidano non è richiesto l'adesione ad un contrattato collettivo di lavoro (CCL).
Una chiara contraddizione per i tre firmatari dell'interrogazione - intitolata tra l'altro "predicare bene e razzolare male" - visto che la legge sulle commesse pubbliche vincola la partecipazione agli appalti pubblici al rispetto dei CCL esistenti nelle singole categorie professionali. Inoltre, sottolineano i tre deputati, "sul fronte politico sono numerose le richieste di un intervento affinché le aziende o chi, a vario titolo, beneficia di aiuti o contributi statali rispettino i CCL in vigore nelle singole categorie o, se sprovvisti, almeno dei livelli salariali dignitosi".
Nel bando di concorso in questione, fanno notare gli interroganti, viene unicamente evidenziato che "se durante la validità dell'appalto dovesse venir stipulato un CCL di ampia adesione il committente si riserva di imporre il vincolo del suo rispetto. Per contro viene indicato come la pietra naturale debba provenire da una cava ticinese. Aspetto questo che i sottoscritti interroganti condividono, ma che evidentemente fa sorgere il dubbio di come ci si preoccupi prioritariamente della provenienza della pietra, ma non delle condizioni contrattuali di chi questa pietra la deve estrarre".
Anche se la fornitura della pietra naturale viene normalmente considerato come una "fornitura" e non un appalto, "questo modo di agire", aggiungono i tre deputati, "è sempre stato contestato in modo fermo dalla stessa associazione padronale".
Guidicelli, Jelmini e Lurati ricordano infine che, contrariamente a quanto indicato dal DT, il settore del granito è attualmente assoggettato, per decreto di obbligatorietà generale emanato dal Consiglio Federale, al Contratto nazionale mantello dell'edilizia, che scadrà il 31 dicembre 2015. "Bisognava quindi semplicemente indicare che questo è il contratto di riferimento per gli appalti e le forniture di pietra naturale".
Stigmatizzando con fermezza il modo di agire del DT, i tre deputati pertanto chiedono al Consiglio di Stato: "È a conoscenza della procedura messa in atto dal Dipartimento del territorio per l'appalto della manutenzione delle strade cantonali? Non la ritiene contradditoria con l'obiettivo di favorire l'applicazione dei contratti collettivi e del garantire una concorrenza corretta? Non la ritiene contraddittoria con l'impegno dello stesso Consiglio di Stato, per tramite del suo Presidente, nel cercare di favorire un'intesa contrattuale nel settore del granito? È intenzionato ad intervenire per modificare la disposizione citata?"
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

