
Il Dipartimento del Territorio (DT) ha adottato delle misure per lottare contro il fenomeno del cabotaggio illegale (trasporto interno illegale).
In particolare verrà introdotta una procedura per gli operatori attivi nel settore che saranno tenuti a segnalare eventuali casi alle autorità competenti e verrà lanciata una campagna di sensibilizzazione contro il fenomeno in questione.
"Un fenomeno spesso causato da padroncini e distaccati"
I trasporti all’interno del territorio elvetico possono essere eseguiti solo con mezzi immatricolati in Svizzera: è quindi per esempio vietato effettuare trasporti di tipo carico e scarico delle merci in Svizzera con veicoli immatricolati all’estero.
Tuttavia, come spiega il DT in una nota diffusa domenica, "in Ticino il fenomeno dei padroncini e dei lavoratori distaccati genera, con una certa frequenza, situazioni di cabotaggio illegale. Una tendenza confermata da diverse segnalazioni recapitate al DT da parte di associazioni di categoria, singoli autotrasportatori ticinesi e vari operatori attivi nella gestione dello smaltimento dei rifiuti".
Le misure correttive
Allo scopo di arginare il fenomeno, il DT ha quindi istituito un gruppo di lavoro al quale hanno aderito: il Dipartimento delle istituzioni (DI), l’Amministrazione federale delle Dogane (AFD/Sezione antifrode) e una rappresentanza delle polizie comunali del Cantone Ticino.
"La strategia sviluppata dal gruppo di lavoro - specifica la nota - è stata approvata dal Governo. Pertanto, il DI è ora autorizzato a mettere in atto le necessarie misure correttive individuate nell’ambito della gestione dei rifiuti in Ticino, e più precisamente":
- "ad introdurre, in collaborazione con il DI e l’AFD, la procedura per la segnalazione di infrazione alle competenti autorità da parte degli operatori attivi nella gestione dei rifiuti, attraverso una clausola specifica da prescrivere nelle autorizzazioni di esercizio rilasciate dalla Divisione dell’ambiente";
- "a promuovere una campagna di sensibilizzazione al fenomeno del cabotaggio illegale rivolta a tutti gli operatori del settore, compresi i Comuni e le principali associazioni di categoria".
Il Consiglio di Stato rammenta infine nel comunicato che, "in linea di principio, i trasporti all’interno del territorio doganale svizzero possono essere eseguiti solo con mezzi di trasporto imposti (sotto il profilo doganale e fiscale) e immatricolati in Svizzera. È per contro vietato effettuare trasporti interni (carico e scarico delle merci in Svizzera) con mezzi di trasporto immatricolati all’estero. Le eccezioni sono disciplinate dalla legislazione federale in materia doganale".
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