
"Il dominio nel partito socialista del gruppo del consigliere di Stato Manuele Bertoli e della deputata Pelin Kandemir che per dieci anni ha ingessato il PS su posizioni più moderate, sta finendo. Ricordiamoci che questo gruppo è responsabile del fatto che nel 2011 abbiamo perso un consigliere nazionale e che io non sono diventato consigliere agli Stati".
Franco Cavalli è un fiume in piena. Il leader storico della sinistra socialista ticinese scende in campo e prende posizione dopo la clamorosa decisione avallata ieri dalla conferenza cantonale del PS. Il partito con una schiacciante maggioranza è andato contro il proprio consigliere di Stato Manuele Bertoli e il gruppo in Gran consiglio scegliendo di sostenere il referendum che si oppone al pacchetto fiscale varato dal Governo ticinese.
Una scelta corretta commenta Cavalli che aggiunge “anni fa un referendum del genere avrebbe incassato subito un grande sostegno, ma il gruppo coordinato dal ministro Bertoli e dalla deputata Pelin Kandemir Bordoli ha ingessato il partito portandolo su posizioni sempre più moderate". Il vento però ora sta cambiando continua Cavalli, grazie anche alla Gioventù socialista che con posizioni chiare e decise sta riaccendendo la fiamma nel partito.
Pronta la riposta del consigliere di Stato Manuele Bertoli che ribatte: "A me ha sempre fatto orrore un partito dove ce n'è uno che comanda e gli altri seguono, e questo non è mai stato il caso del PS. Cavalli ha il dente avvelenato con me e Pelin Kandemir per non essere stato eletto agli Stati nel 2011 e dimentica che perdemmo diversi punti perché i Verdi guadagnarono consensi, con uno spostamento di voti di sinistra verso un partito non massimalista ma più moderato".
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