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Ticino
Il disastro delle stazioni invernali ticinesi
Redazione
18 anni fa
Presentata stamane a Bellinzona la radiografia impietosa della Grischconsulta

Un vero e proprio disastro bianco: nessuna delle stazioni invernali ticinesi è redditizia. E non c'è nemmeno un effetto moltiplicatore. Insomma: sarebbe meglio chiuderle. Ecco i passi salienti del drammatica fotografia sulle stazioni invernali ticinesi scattati dagli esperti della Grischconsulta AG e presentati stamattina a Bellinzona.Airolo: “I ricavi complessivi della stazione sciistica di Airolo presentano notevoli fluttuazioni. Il ricavo da trasporti per ogni primo passaggio nel 2007-2008 è sceso di circa il 17% rispetto al 2003-2004. Ed è pari a franchi 16.30. A partire dal 2003-2004 il ricavo da ristorazione per ogni primo passaggio ristagna ed è pari a circa franchi 10. A confronto, nel 2006-2007, gli impianti di risalta di Splügen, con lo stesso numero di impianti ed una struttura simile, ottenevano un ricavo di franchi 21.80 ad ogni passaggio (+34%). Da un esame oggettivo risulta che ad Airolo tutti gli indici sono ben lontani dal minimo richiesto”.Bosco Gurin: "La contemporanea gestione degli impianti si risalita e delle aziende Albergo Walser e Ostello rende piuttosto difficile una chiara valutazione della stazione invernale alpina e la comparazione dei dati. Il ricavo del primo passaggio varia tra franchi 12 e 17 ad un livello pericolosamente basso con tendenza in calo. Nel 2006-2007 la Centro Turistico Grossalp ha versato oltre 300 mila franchi di affitto per l’Albergo Walser e l’Ostello. Questi importi di locazione sono basati sui costi finanziari (interessi, ecc.) dei due edifici e sono simili tutti gli anni. Quindi il 25% e rispettivamente il 68% dei ricavi lordi delle aziende ed il 13% dei ricavi complessivi del centro turistico Grossalp deve essere destinato a coprire le spese di locazione da versare alla Giovani Bosco SA. Si tratta di un importo straordinariamente elevato e al di là di quelli normalmente in uso nel settore”.Carì: “Il ricavo da trasporti per ogni primo passaggio si è dimezzato dal 2003-2004. I costi del personale hanno superato i 2/3 dei ricavi complessivi, mentre i costi della merce raggiungevano quasi la metà dei ricavi della ristorazione. Si tratta di costi straordinariamente alti. Gli investimenti nella Carì 2000 sono di gran lunga sproporzionati e l’azienda è lontanissima dall’essere redditizia”.Confronti e bench-mark: “Nel 2006-2007 i 30 impianti ticinesi hanno permesso di realizzare ricavi da trasporto di poco superiori ai 3 milioni di franchi. A Splügen con 6 impianti i ricavi realizzati ammontano a 2,4 milioni di franchi, mentre quelli di Lenk (Oberland Bernese) con 14 impianti ammontano a 10,8 milioni”.Capacità di autofinanziamento: “Considerando la capacità di autofinanziare il rinnovo degli impianti nessuna delle stazioni invernali alpine del Ticino raggiunge un valore superiore al 25% contro un valore teorico necessario di almeno il 100%”.Creazione di valore e posti di lavoro: “Le stazioni invernali alpine non hanno un grande impatto sull’economia del turismo ticinese, mentre le stazioni estive con le vette panoramiche e le relative infrastrutture rappresentano una parte importante dell’offerta turistica. Nell’esercizio 2006-2007 le otto stazioni sciistiche del Ticino hanno realizzato ricavi complessivi per circa 7 milioni di franchi portando ad una perdita effettiva di 7 milioni di franchi! In media sono stati realizzati investimenti pari a 7,5 milioni di franchi all’’anno, il 63% dei quali sovvenzionati dal Cantone, dalla Confederazione o finanziati con garanzie dello Stato. E’ perciò sbagliato parlare di un effetto moltiplicatore positivo delle stazioni sciistiche sull’intera economia. Infatti, la creazione di un valore di 5 milioni di franchi in tutto il Ticino comporta perdite per 7 milioni di franchi. Le aziende producono una perdita imprenditoriale di 100 mila franchi per ogni posto di lavoro e anno! E’ questo il prezzo dei 64 posti di lavoro creati direttamente nelle impr

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