
Crisi internazionale, rincari del carburante che rischia di scarseggiare, spostamenti e voli a rischio. Oltre ai prezzi di alcuni biglietti aerei che sono crollati di più del 70%. Nel periodo che viene spesso dedicato all’organizzazione delle vacanze ci si chiede se abbia senso viaggiare e, se sì, se abbia senso farlo nel modo tradizionale o se invece convenga correggere in qualche modo il tiro. Per capirlo abbiamo fatto il punto con Claudio Visentin, docente al Master di turismo internazionale dell'USI, che dispensa qualche consiglio in merito.
Non si rinuncia a partire
La situazione è particolarmente instabile, ciò che sta facendo crollare i prezzi dei voli low-cost. La domanda
di partenza, però, è forse un’altra: ha senso, in questo momento, viaggiare? «Ha sempre senso viaggiare, le vacanze non sono più uno svago ma una
necessità», spiega Visentin. «È una necessità fisica e, soprattutto, una necessità psicologica. Non riusciamo più a pensare un anno intero senza le vacanze, quindi vacanze saranno. Dove saranno, quanto lontane e quanto impegnative, lo vedremo ma che si facciano non c'è dubbio».
Le criticità dei voli
Tra le criticità maggiori, come è noto, ci sono quelle legate ai voli. In tanti temono annullamenti, ritardi e quindi aspettano a prenotare. I prezzi, soprattutto quelli delle low-cost, sono letteralmente crollati e l'istinto è di correre a comprare i biglietti. «C'è una crisi ovviamente più ampia che nasce dalla guerra e dalle voci di epidemia. E poi c'è un problema specifico proprio legato agli aerei, che si articola in due direzioni: la prima è che i velivoli non sanno più da dove passare perché da una parte c'è la Russia in guerra, dall'altra parte c'è l'Iran in guerra, in mezzo c'è un corridoio di nemmeno cento chilometri dove tutti gli aerei devono infilarsi. Specialmente per andare in Asia c'è un collo di bottiglia». Senza contare i problemi legati ai costi del carburante e della relativa situazione di instabilità. «I prezzi degli aerei, lo sappiamo, sono dinamici. Il costo del biglietto va su e giù a seconda della domanda e dell'offerta. In questo momento - è paradossale - non c'è domanda perché tutti aspettano di capire cosa succederà e quindi i prezzi scendono, nonostante tutte le incertezze».
Vicini o lontani?
Allo stato attuale, prosegue Visentin «sappiamo per certo che quest'estate molte persone stanno rinunciando a volare, quindi ci saranno tante vacanze di prossimità nel mare italiano piuttosto che in altri cantoni e in montagna. Però, qualora si decida comunque di prendere l'aereo, non c'è dubbio che questi prezzi siano una buona opportunità. Anche perché le vacanze di prossimità saranno più care, quindi potrebbe essere ancora più conveniente andare lontano e, in alcune località turistiche - come le piramidi in Egitto - non ci sarà praticamente nessuno. Si potranno visitare monumenti unici al mondo in un contesto tranquillo che sarà impensabile nei prossimi anni». Il rischio? «Potrebbe succedere di non avere più carburante e quindi di vedersi cancellato il volo aereo. Ma normalmente le compagnie aeree rispondono, sia rimborsando il biglietto, sia provvedendo a un altro volo o all'albergo».
La vacanza della vita
Veniamo a qualche suggerimento pratico, visto che ci troviamo proprio nel momento in cui le persone decidono cosa fare. «Innanzitutto bisogna pensare se si ha voglia di fare la vacanza della vita, andando nel posto dove non si è mai stati, perché potrebbe anche essere l'occasione buona. Altrimenti - ed è quello che farò io - comprare un biglietto solo per il tragitto, senza particolari bagagli e servizi, in modo che, se non si riesce a volare, si perde solo quella parte. Poi, quando si prende contatto con l'albergo o con le altre compagnie di trasporto, consiglio di informarsi bene sulle condizioni di recesso prima di firmare e di versare soldi. L'alternativa è scegliere un turismo più vicino e più sicuro».

