Cerca e trova immobili
Ticino
Il dilemma della spesa
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
Non si può andare in Italia “esclusivamente” per fare acquisti, ma quando si può farli senza incorrere in una multa?

“È vietata l’importazione di merci attraverso un valico di frontiera terrestre da uno Stato limitrofo considerato Paese a rischio, se le merci sono state acquistate nell’ambito di un viaggio avvenuto esclusivamente a scopo di turismo degli acquisti”. È questo ciò che recita l’Ordinanza 2 COVID 19. Insomma, non si può andare a fare la spesa in Italia, se si va in Italia esclusivamente per fare la spesa. Ma quale genere di viaggio a Como o Ponte Tresa ci permette di non prendere la multa se tornando abbiamo anche la burrata e il cotechino?

La guardia di confine valuta i motivi

Lo abbiamo chiesto a Donatella Del Vecchio, portavoce dell’Amministrazione federale delle dogane (Afd): “Per rientrare in Svizzera con della merce acquistata in Italia bisogna dimostrare che il viaggio non ha avuto come scopo unicamente quello di fare gli acquisti”, ci spiega. Ma l’ordinanza non elenca quali siano i motivi che rendono lecito anche fare acquisti. “In un caso come questo ci si dovrebbe appellare alla responsabilità individuale del cittadino in questa situazione di pandemia. Inoltre al valico sarà la guardia è istruita a valutare se il motivo addotto è valido o meno”. Quando saremo fermati in dogana, quindi, al doganiere la nostra motivazione dovrà “apparire chiara e non essere una semplice scusa che nasconde un viaggio fatto esclusivamente per fare degli acquisti”, spiega Del Vecchio.

Manca un regolamento preciso

Insomma, in tempo di pandemia, un po’ come è avvenuto per la spesa degli over 65 in Ticino, alcune ordinanze sono di difficile interpretazione per la popolazione. Purtroppo non esiste un elenco delle motivazioni valide che consentono anche di fare la spesa in Italia. Il cittadino, finché non si trova di fronte alla guardia di confine, difficilmente saprà qual è la prova che gli sarà eventualmente chiesta per giustificare le buste della spesa. Questo almeno fino al 15 giugno per Francia, Germania e Austria e, forse, per l’Italia.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata