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Regio insubrica
Il dialogo prosegue, le posizioni sui ristorni non cambiano
Federico Marino
13 ore fa
È il bilancio di uno dei temi sul piatto della comunità di lavoro che riunisce il Ticino e le province di Varese, Lecco, Como, Novara e Verbano Cusio-Ossola.

I rapporti tra Svizzera e Italia, e soprattutto a ridosso della frontiera, non sono stati semplici negli ultimi mesi. D'altra parte, le discussioni non si fermano. Ieri mattina la Comunità di lavoro Regio Insubrica si è riunita a Mezzana. Diversi i temi sul tavolo, tra blocco dei ristorni, infrastruttura e grandi predatori.

Il possibile blocco dei ristorni ai frontalieri

«Quella che viene definita 'tassa' per noi è un'imposta»,  spiega il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi. «Questo è un elemento di carattere tecnico-giuridico che ha un effetto politico. Per noi si tratta di chiarire questa divergenza di opinioni che abbiamo con Berna, ma anche con la regione Lombardia. Si tratta però anche di difendere gli interessi del Canton Ticino, e questo è il compito del Consiglio di Stato. Difendere il Ticino e le finanze ticinesi». Una visione ancora opposta a quella di parte lombarda: «Per noi non è una tassa, è un contributo», replica il presidente di Regio Insubrica e assessore della regione Lombardia Massimo Sertori. «Da questo punto di vista ci sono visioni giuridicamente diverse tra Italia, e Ticino in particolare. Vedremo dove approderanno queste situazioni. Detto questo i provvedimenti attuativi noi li faremo a settembre - ricordando che è una norma italiana, e noi siamo tenuti a rispettare le norme italiane». 

Da parte del Piemonte, che aveva deciso di non introdurre la misura decisa da Roma, c'è prudenza: «Quello che contesto io ai funzionari romani è 'dovevate dirlo tre anni fa', a lato della modifica dell'accordo, perché farlo dopo che ci si è accorti che manca questa contribuzione è una manovra tutta italiana. Rispetto, da federalista convinto, le scelte di regione Lombardia. Del resto loro hanno numeri ben diversi dai nostri, hanno 80'000 frontalieri, noi 7-8'000. Però quello che va tutelato sono i rapporti tra i paesi e i ristorni dei frontalieri», conclude il sottosegretario alla presidenza di regione Piemonte Alberto Preioni.

Infrastrutture, territorio e collaborazione

La questione della tassa - o imposta - sulla salute dei frontalieri, a seconda delle interpretazioni, non era l'unico tema sul tavolo di Regio Insubrica. A Mezzana si è parlato anche di territorio, tra gestione delle acque lacustri e regolamento dei grandi predatori. Per quest'ultimo tema, nello specifico, c'è una lettera ai rispettivi ministeri e dipartimenti per istituire un tavolo di lavoro. «Ad oggi c'è un disallineamento tra norme svizzere ed europee-italiane, in particolar modo per i lupi ibridi, che sono protetti in Italia, mentre in Svizzera possono essere abbattuti con meno formalità», illustra Norman Gobbi. Non solo però: a Mezzana si è parlato anche di infrastrutture. Più precisamente del potenziamento di AlpTransit sull'asse nord-sud, tema che verrà anch'esso portato di fronte ai rispettivi governi. Tutte questioni per cui Regio Insubrica non vuole rinunciare alla collaborazione, nonostante le difficoltà che hanno caratterizzato i rapporti tra Svizzera e Italia di recente.