
Nuovo capitolo nella lunga vertenza giudiziaria che vede al centro l'ex granconsigliere e attuale consigliere comunale di Giornico Donatello Poggi, denunciato nel 2013 per aver contestato sui media la versione ufficiale del massacro di Srebrenica in cui morirono 8'000 bosniaci.
Come reso noto lunedì, Poggi ha deciso di ricorrere al Tribunale federale contro la condanna per discriminazione razziale a una pena pecuniaria di 5'850 franchi con la condizionale e una multa di 1'100 franchi, condanna confermata nel giugno scorso dalla Corte di appello e di revisione penale presieduta da Giovanna Roggero-Will (vedi articoli suggeriti).
Ma ancor prima di ricevere il ricorso di Poggi, il Tribunale federale ha già dovuto occuparsi della questione, per evadere un altro ricorso, presentato dall'avvocato Paolo Bernasconi per conto dell'uomo che diede il via al procedimento denunciando Poggi.
All'accusatore privato, un cittadino bosniaco, la giudice Giovanna Roggero-Will aveva negato il permesso di partecipare al dibattimento in appello, non considerandolo parte lesa.
L'uomo, sempre difeso dall'avvocato Paolo Bernasconi, ha quindi deciso di appellarsi al Tribunale federale, chiedendo che gli venisse riconoscuta la qualità di parte.
Ma anche i giudici di Losanna hanno ritenuto che il danneggiato è solo la persona i cui diritti sono direttamente lesi dal reato. Nella sua sentenza resa nota oggi (1B_166/2017), il Tribunale federale cita una denuncia per discriminazione razziale sporta da un ebreo nei confronti di un comico. In quel caso i giudici federali avevano negato la denunciante la qualità di danneggiato, ritenendo che, "nell'ambito della discriminazione di un gruppo di persone, in assenza di una lesione diretta, i singoli apartenenti del gruppo non hanno la qualità di danneggiati". In quella sentenza veniva ricordato che, secondo la giurisprudenza, direttamente leso e quindi danneggiato è unicamente il titolare del bene protetto dalla norma violata.
"Qualora l'oltraggio o l'ingiuria razzista siano diretti contro una singola persona, questa è direttamente lesa" si legge nella sentenza del TF. "Per contro, se l'obiettivo del comportamento razzista è un gruppo di persone, danneggiato è direttamente questo gruppo, mentre i suoi singoli membri sono toccati solo indirettamente e non sono pertanto danneggiati."
"Il voler riconoscere a tutti i membri di un gruppo la qualità di accusatori privati" scrive ancora il Tribunale federale, "avrebbe conseguenze insostenibili, poiché un numero indeterminato di persone di tutto il mondo (per esempio milioni di cattolici o musulmani) potrebbe vedersi riconoscere tale veste, ciò che condurrebbe a legittimare una sorta di azione popolare, esclusa "de lege lata"."
I giudici di Losanna hanno quindi respinto il ricorso dell'accusatore privato, ponendo a suo carico le spese giudiziarie di 2'000 franchi.
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