
La funzione di delegato cantonale per i rapporti confederali va assolutamente mantenuta. Ne è convinta la Deputazione ticinese alle Camere federali che, per bocca della sua vicepresidente Roberta Pantani (Lega), si è detta oggi dispiaciuta per la partenza dell'attuale titolare del posto, Jörg De Bernardi, ma anche orgogliosa per la nomina di quest'ultimo alla carica di secondo vice-cancelliere della Confederazione (da agosto).
L'auspicio della Deputazione è che il successore di De Bernardi venga scelto quanto prima, ha sostenuto Pantani, affinché i contatti di quest'ultimo con l'amministrazione federale non vadano persi. Nell'attesa di una decisione del Consiglio di Stato ticinese, ad assicurare il trapasso di funzioni ci penseranno i "validi" collaboratori di De Bernardi.
Nell'illustrare i vari argomenti trattati durante l'attuale sessione estiva con riverberi anche sul Ticino, Pantani ha ricordato la conclusione dei dibattiti sulla Riforma III dell'imposizione delle imprese.
Il consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD) ha sottolineato l'importanza di questa riforma visto anche il peso delle società a statuto fiscale privilegiato - simili statuti dovranno essere aboliti come chiede l'Ue e l'OCSE, n.d.r - per il cantone a Sud delle Alpi.
Per evitare un'eccessiva emorragia di contribuenti interessanti, Bellinzona sta studiando la possibilità che l'attuale imposta sugli utili delle imprese a livello cantonale venga abbassata dall'attuale 9% al 6,5-7%.
"Parliamo - ha dichiarato all'ats il capo del Dipartimento dell'economia Christian Vitta, a Berna per un incontro con i suoi omologhi - "di un gettito fiscale pari a 190 milioni di franchi l'anno", di cui buona parte riconducibile a poche grandi aziende la cui partenza è assai temuta per le inevitabili ricadute sulle entrate del Cantone. Difficile ora fare previsioni sulle ripercussioni di un taglio delle aliquote sui conti dello Stato, ha poi spiegato Vitta.
Anche se per motivi diversi, la partenza di Armani da Mendrisio ha lasciato un bel buco nelle finanze del Comune, ha specificato il Consigliere nazionale Marco Romano (PPD), da poco eletto municipale del Magnifico Borgo.
A suo avviso, molte aziende - in parte complice anche il referendum annunciato dalla sinistra contro la riforma III - sono in attesa di sapere quali decisioni prenderà il Ticino a livello di imposizione fiscale e per questo non si lanciano in nuovi investimenti. Secondo Romano, un carico fiscale complessivo del 17-19% viene considerato ancora accettabile, anche perché nonostante tutto inferiore alle aliquota fiscali in vigore nei Paesi confinanti, come l'Italia.
Pantani e Romano hanno accennato anche al completamento a Sud di Alptransit, ossia da Lugano alla frontiera con l'Italia. Per quanto riguarda la Penisola, i lavori in zona Milano per il trasbordo delle merci dalla strada ai treni procedono. Per il Ticino, come si evince da una risposta del Consiglio federale allo stesso deputato "momò", tutto è ancora in alto mare.
Come indicato dal Consiglio federale ad una mia precisa domanda, "la necessità di un nuovo tracciato a sud tra Lugano e Chiasso non è ancora imminente". "Di sicuro - ha detto all'ats Romano - se il traffico merci non verrà messo in galleria - una delle varianti considerate, n.d.r - ci attendiamo che almeno l'attuale tracciato all'aperto venga dotato di ripari fonici degni di questo nome". Questo problema occuperà senz'altro la Deputazione ticinese per i prossimi anni, ha sostenuto dal canto suo Roberta Pantani.
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