
Trenta misure per la cultura ticinese, da realizzare entro il 2027. Le prevedono le linee programmatiche per la politica culturale del Cantone. Uno strumento che è una prima in Ticino e che il DECS vorrebbe rendere obbligatorio per ogni legislatura. Fra le 30 misure c’è un nuovo pass per i giovani fino ai 25 anni, con sconti e ingressi gratis ad attività culturali. “Questo pass esiste già in altri cantoni, quindi abbiamo collaborato con loro per capire come poterlo introdurre anche da noi”, spiega ai microfoni di Ticinonews Raffaella Castagnola, direttrice della Divisione della cultura. “È qualcosa che vogliamo realizzare in tempi brevi, pensiamo di poter essere operativi già in autunno”. La misura potrebbe però necessitare di un po’ di rodaggio. “Nelle altre regioni hanno visto che questo modello non ha una grandissima visibilità appena implementato, bensì cresce con il tempo”.
Kahn-Rossi: "Con un orientamento è molto più semplice"
Per definire obiettivi e misure della politica culturale 2024-2027, il DECS ha sentito opinioni e suggerimenti di chi fa cultura in Ticino. Fra questi, la Commissione culturale consultiva, che si occupa di stilare preavvisi sui progetti candidati a finanziamenti del DECS. “Noi ci basiamo ancora sulla legge del 2013”, precisa la presidente Manuela Kahn-Rossi. “In 10 anni tanto si è mosso. Evidentemente, un orientamento serve sia a chi è sul campo e crea, ma anche a noi che dobbiamo poi decidere chi sovvenzionare. Quindi, se ci sono delle linee, è molto più semplice”.
Misure concretizzabili in due legislature
Tanti gli ambiti che le misure toccano: si parla di procedure più semplici per la richiesta di fondi, di individuare spazi per il deposito di oggetti di valore culturale, di incentivare progetti condotti da giovani e molto altro. Tutte misure – comunque – che il Cantone ritiene non avranno costi aggiuntivi e che sono attuabili entro il 2027. “Alcune sono estremamente rapide, penso ad esempio al portale per l’accesso alla cultura, che è dietro l’angolo”, afferma ancora Castagnola. Per altre, invece, “faremo un primo passo e poi, in una seconda legislatura, potranno essere concretizzate”.
Carobbio: "Linee che nascono da un'esigenza"
Una delle trenta misure chiede la mappatura di tutti gli spazi dove potenzialmente fare cultura indipendente. La domanda che sorge spontanea è se vi sia un riferimento diretto alla questione dell’autogestione luganese e della sua ricerca di spazi. “Questo è un tema di attualità, ma che riguarda principalmente la Città di Lugano e va discusso anche con il Cantone”, ci dice la direttrice del DECS Marina Carobbio. “Le citate linee programmatiche nascono invece dall’esigenza di avere più spazi per creare cultura, presentare degli spettacoli e fare delle prove. Questo in tutto il cantone”.

