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Ticino
"Il DECS non ci ha ascoltati"
"Il DECS non ci ha ascoltati"
"Il DECS non ci ha ascoltati"
Redazione
11 anni fa
Il Governo difende il nuovo manuale di educazione sessuale. Ma Don Leo parla di mancanza di dialogo

Gli argomenti trattati dal manuale di educazione sessuale per le scuole medie ticinesi sono "introdotti in modo neutro e sulla base delle conoscenze attualmente riconosciute dalla comunità scientifica internazionale".

"Nel testo nessuna posizione è presentata come giusta o sbagliata, proprio per evitare il prevaricare il ruolo della famiglia. Gli unici riferimenti valoriali sono costituiti da valori universalmente riconosciuti come il rispetto di sé stessi, degli altri, delle diverse credenze, l'ascolto, la parità dei diritti e quella tra i sessi."

È quanto scrive il Consiglio di Stato rispondendo alle perplessità del deputato Maurizio Agustoni (PPD) sull'educazione sessuale nelle scuole ticinesi.

Nella risposta governativa, pubblicata oggi da La Regione, si legge che "ciascuno può far liberamente riferimento al sistema di valori del proprio ambito familiare, culturale e religioso" e che "è auspicabile che di docenti favoriscano il dibattito in classe, così da stimolare il senso critico e permettere ai ragazzi di costruire un proprio pensiero in proposito."

Ciò "con la mediazione di un adulto", che permette poi "di rilanciare la discussione anche a casa e, soprattutto, di evitare che ricorrano alla rete e ai coetanei come unica o principale fonte d'informazione."

Il Governo sottolinea infine che tutti i membri del gruppo di lavoro che ha elaborato il testo e del gruppo di consulenza che l'ha esaminato hanno dato il loro via libera alla pubblicazione, "ad eccezione del rappresentante della Chiesa cattolica."

Il rappresentante in questione è Don Rolando Leo (nella foto), il quale sul Giornale del Popolo di oggi lamenta una presunta mancanza di ascolto da parte del DECS.

"Anzitutto preciso che noi eravamo stati chiamati a dire la nostra come consulenti, ma il testo è stato scritto da altri" esordisce Don Leo. "Desidero inoltre puntualizzare che la Chiesa cattolica non è chiamata a elaborare il manuale per l'educazione sessuale nelle scuole. Non è suo compito. Detto questo, però, ricordo al consigliere di Stato Manuele Bertoli che, nel corso di questi due anni di lavoro, sono giunte sul tavolo della commissione diverse proposte puntuali, alcune aggiunte e molti arricchimenti al testo. E non solo da parte mia, ma suggerimenti sono arrivati anche da un altro consulente e cioè da uno specialista: un medico. In particolare questi ha proposto degli arricchimenti precisi su diversi punti delicati come la scoperta del corpo, la masturbazione, gli anticoncezionali o l'aborto. E cioè su temi molto sensibili che toccano i nostri valori."

"Ma queste osservazioni alternative non sono state integrate nel testo finale da parte della commissione" prosegue Don Leo. "A detta dei commissari si voleva proporre un testo che fosse il più neutrale possibile. Il risultato, invece, mi sembra tutt'altro che neutrale e obiettivo. È stato imposto un certo tipo di modello culturale."

"Non siamo andati a picchiare i pugni sul tavolo per far passare le nostre idee" precisa Don Leo. "Infatti, per quasi un anno, non ci sono stati elementi sui quali mi sono trovato in disaccordo. L'opuscolo toccava aspetti fisiologici e anatomici e mi sembrava che su questi aspetti ci fosse uno sforzo da parte del DECS di trovare delle formule condivise. Ma in quest'ultimo anno di lavoro su alcuni temi, come la concezione dell'affettività o come la visione di genere noi abbiamo preso delle posizioni precise e le abbiamo esplicitate in commissione senza nessun successo."

"In definitiva credo sia mancato il dialogo con chi voleva andare un po' più a fondo su alcune questioni" conclude Don Leo, secondo il quale si sarebbe anche potuto andare "nella direzione di una materia facoltativa, oppure proporre visioni e testi alternativi da distribuire nella scuola. In definitiva il consigliere di Stato ha fatto lavorare una decina di persone per due anni senza poi recepire nulla delle proposte elaborate. Pensando soprattutto che tutte le famiglie del Cantone fossero d'accordo con questa impostazione. Mi dispiace, ma non è così."

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