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Ticino
Il Decs moltiplica gli sforzi contro razzismo e discriminazione
Il Gruppo di lavoro «Migrazione e diversità» ha presentato un primo rapporto a Bellinzona – Il Decs intende seguire delle nuove piste per monitorare e prevenire i casi di discriminazione nella scuola, la cultura e lo sport

Un residente in Svizzera su sei afferma di aver subito discriminazioni razziali negli ultimi anni. Delle discriminazioni che avvengono perlopiù nel mondo del lavoro, nello spazio pubblico e nella scuola. Sono i dati nazionali che hanno portato il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (Decs) a chinarsi sul tema. Le riflessioni scaturite dal Gruppo di lavoro «Migrazione e diversità» sono confluite in un primo rapporto, presentato oggi a Palazzo delle Orsoline.

I casi illustrati dalla ricerca scientifica

Ma come avvengono i casi di discriminazione nelle scuole? «Può trattarsi di un preconcetto implicito che il corpo docente ha, e che riproduce senza rendersene conto», spiega l'antropologa Nora Bardelli. In effetti, la discriminazione in Svizzera è soprattutto istituzionale e strutturale, spesso slegata dalle cattive intenzioni di chi discrimina. Ciò che può risultare concretamente, spiega Bardelli, in un corpo docenti che - per esempio - «mette più pressione su certi gruppi di allievi o allieve piuttosto che su altri. Quello che mostra la ricerca è che di fronte a bambini o giovani con un retroterra migratorio, l'asticella è messo meno in alto. Ciò perché automaticamente si pensa che a queste persone non interessa studiare». 

Il gruppo di lavoro e le piste da seguire

Da questa base sono partiti i lavori del Gruppo di lavoro «Migrazione e diversità» del Decs. Un processo iniziato nel 2024 con una mappatura delle iniziative di lotta alla discriminazione condotte dai 66 enti scolastici, culturali e sportivi che hanno risposto al questionario trasmesso da Bellinzona. Il quadro è tendenzialmente positivo, spiega la Presidente del gruppo di lavoro Chiara Orelli Vassere: «c'è una ricchezza, una vivacità nelle proposte. Per converso constatiamo una non-sistematicità, una non-strutturazione organica delle iniziative, che sono spesso episodiche». In questo contesto, ci sono diverse piste che il Decs ha intenzione di seguire: «la creazione di una carta etica, che contiene i principi di base che combattono le discriminazioni e danno a tutti pari opportunità in ambito formativo. Ma anche rafforzare la formazione del personale della scuola nella lotta al razzismo. C'è anche la necessità di creare possibilità di discussione anche con allievi e allieve. Infine, si tratta di avere dei protocolli ancora più chiari per segnalare episodi discriminatori o di razzismo», spiega la direttrice del Decs Marina Carobbio Guscetti.