
“Nello sport bisogna sempre investire, anche in ottica futura. È importante per i giovani, per i bambini, perché se iniziano a praticare attività fisica precocemente, probabilmente lo faranno anche in futuro. È importante per la salute pubblica, quindi per la società”. Con queste parole la consigliera federale Viola Amherd, direttrice del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), ieri a Tenero ha voluto inaugurare la quarta tappa del Centro sportivo nazionale: un nuovo edificio di tre piani da 45 milioni di franchi che ospita uffici, aule, una mensa e una doppia palestra. “Tenero, insieme a Macolin, è un’infrastruttura fondamentale per i giovani sportivi, così come per quelli adulti”, ha aggiunto la ministra.
La storia del Centro
"Tutto nasce dal Dono Nazionale Svizzero, una fondazione costituita dal Consiglio federale dopo la Prima Guerra Mondiale", ha spiegato a Ticinonews Bixio Caprara, direttore del Centro Sportivo di Tenero. "Era il 1919 e il governo federale organizzò una colletta pubblica per aiutare i soldati reduci dalla Guerra perché allora non esistevano le assicurazioni sociali per aiutare i militi a reintegrarsi nella società. Con questa colletta vennero raccolti 7 milioni di franchi e così l'esecutivo decise di costituire la Fondazione Dono Nazionale Svizzero per i soldati e le loro famiglie. La Fondazione organizzò a Tenero quella che gli anziani locali chiamavano 'la cüra, ovvero uno stabilimento agricolo dove i soldati di rientro dal fronte venivano ospitati per lavorare la terra. Un'attività che doveva portare un beneficio a questi uomini. Negli anni Sessanta questo bisogno era venuto meno", ha continuato Caprara. Terminate le necessità militari, iniziarono quelle sportive. "Negli anni Sessanta e Settanta alcune società sportive svizzero tedesche venivano in Ticino per praticare sport. L'infrastruttura più grande era il lago, oltre a questo c'era un campetto da calcio e loro alloggiavano in alcune tende militari. Inizia così la storia dell'attuale Centro Sportivo di Tenero".
Non solo sportivi d'élite
"L'ottanta per centro dei nostri ospiti è rappresentato da scuole e società sportive", ha aggiunto il direttore. "La nostra speranza è che questi giovani riescano a trovare una qualsiasi disciplina di cui innamorarsi da praticare per il resto della loro vita. Il restante venti per cento sono invece giovani che si allenano 25 ore a settimana e necessitano di allenatore professionisti e di un programma scolastico flessibile. Loro hanno bisogno di infrastrutture sportive ad hoc, magari anche di un aiuto medico specializzato. Queste due categorie sono rappresentate dagli stessi ragazzi, ma con esigenze diverse. Noi dobbiamo essere bravi ad accontentarli. Per questo collaboriamo anche con il Cantone e ospitiamo la scuola professionale per sportive d'élite", ha concluso Caprara.

