
A fine maggio il gruppo di lavoro chiamato a trovare una sede alternativa all'Ex Macello di Lugano, ha invitato alcuni rappresentanti del CSOA a partecipare a un primo incontro per valutare la situazione dopo la disdetta della città. Nella missiva, firmata da Fabio Schnellmann, veniva proposto giovedì 13 giugno, se non che il consigliere comunale PLR, in un'intervista rilasciata a La Regione, aveva confuso la data, parlando di venerdì 14 giugno. Un errore o una svista che ha creato scompiglio in seno al CSOA che, già irritato per i toni della lettera, ha deciso di non partecipare all'incontro, rimandando al mittente "la provocazione e l'invito".
"Non è arrivata la disdetta promessa" scrivono i molinari in una nota. "Al suo posto, il 27 maggio scorso è giunto invece, tramite letterina non intestata e titolata «Un gruppo di lavoro per la ricerca di una sede al centro sociale», l’invito a incontrare un «puntuale gruppo di lavoro», designato da Cantone e Comune, «per iniziare a valutare la situazione ex Macello e di riflesso la vostra posizione». I mandanti della missiva precisano che, per partire con il «giusto approccio», ritengono fondamentale incontrare una nostra «delegazione di 2-3 elementi» (tanto per stabilire loro le loro regole del gioco) per «un coinvolgimento inteso a capire le nostre riflessioni sulla situazione», convocandoci a un primo appuntamento che «avverrà giovedì 13 giugno presso il grottino (!) comunale di Viganello». Si dicono inoltre «certi della nostra partecipazione» (non vi è altra opzione d’altronde, vero?) per poi confondere le acque, in un’intervista rilasciata al quotidiano laRegione dal firmatario della missiva Fabio Schnellmann, nella quale – ribadendo che sembrava loro «un passo dovuto e che sarebbe stato fuori luogo decidere o proporre soluzioni senza interpellare l’interlocutore per capire le sue esigenze» (ah già, improvvisamente esistiamo pure noi..) – indicano la data del 14 giugno come proposta dell’incontro (svista giornalistica? altro?). Ossia un giorno dopo la data indicata nella suddetta letterina".
Proprio il 14 giugno si terrà però lo sciopero delle donne e i molinari non hanno nessuna intenzione di perdersi la manifestazione: "Il 14 giugno, saremo e parteciperemo allo sciopero femminista, con il quale solidarizziamo. Proporre tale data denota invece la chiara natura maschio-menefreghista dell’esecutivo cittadino. Di fatto una chiara proposta indecente".
A scanso di equivoci il CSOA ricorda pure che "da ben 23 anni il Molino comunica, parla e descrive le proprie esigenze: sia nei numerosi incontri avvenuti con municipio e governo, sia negli innumerevoli progetti, documenti e comunicati emessi e ben noti – si presume – sia al Signor Schnellmann (da anni il supposto “interlocutore” del CSOA) sia al sindaco Borradori (già rappresentante del CdS nel post sgombero del maglio) che al vicesceriffo Bertini". Già 5 anni fa, durante uno degli ultimi incontri avvenuti con le "tre astute old fox", i molinari ribadiscono di aver sviscerato le loro esigenze. "Risultato? Di fronte al vuoto totale e alla presa in giro generale («non vi elenchiamo le proposte di sedi alternative perché non ce le vogliamo giocare»), decidemmo di uscire definitivamente dalle trattative e dall’inutile, stagnante e ridondante mancanza di serietà".
Proporre quindi un incontro "ancora una volta tramite stampa, senza indicare su quali temi e con quali entità ci dovremmo confrontare, non fa altro che confermare le nostre sensazioni di indecenza. Così come la presenza di un poliziotto come rappresentante del cantone dimostra che del processo d’autogestione, non hanno ancora capito niente" concludono i molinari.
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