
Il coronavirus ha colpito la politica cantonale e lo sta facendo con forza dirompente. Infatti, i servizi di contact tracing del Cantone in questi giorni sono parecchio occupati con il tracciamento degli spostamenti e degli incontri di alcuni politici attivi a livello cantonale e comunale. Mercoledì, infatti, un consigliere comunale di Lugano, presente alla seduta di martedì sera, è risultato positivo. Lunedì, invece, sedeva in Commissione Giustizia e diritti del Gran Consiglio. Va ricordato che nella stessa sala vi era anche Mauro Minotti, il municipale di Bellinzona che, con il collega Giorgio Soldini, è risultato positivo al Covid-19 ed è ora in isolamento. Stando alle ultime informazioni arrivate in redazione, anche un secondo consigliere comunale di Lugano avrebbe ricevuto esito positivo dal tampone.
In attesa di decisioni
Così, ora, a ballare non sono solo i telefoni del contact tracing, ma anche quelli della politica. Infatti a Lugano si sta cercando di capire se il concetto di sicurezza del Consiglio comunale possa scongiurare il rischio di una quarantena di massa, i membri del Legislativo stanno pressando il presidente Michele Malfanti. Lui, da noi contattato, spiega di non avere risposte, al momento non ha ricevuto indicazioni dalle autorità sanitarie cantonali. Alcuni dei consiglieri comunali di Lugano, stando a nostre informazioni, avrebbero già deciso di isolarsi precauzionalmente.
Piani di protezione
Sia il Consiglio comunale di Lugano che le commissioni del Gran Consiglio adottano dei piani di protezione rigidi, è quindi immaginabile che misure di massa possano essere evitate. È invece probabile che saranno posti in quarantena quei partecipanti alle riunioni che hanno avuto dei contatti più stretti con i due contagiati a margine dei momenti istituzionali. Stando a nostre informazioni, l’Ufficio del medico cantonale si è occupato proprio oggi della questione e dovrebbero presto giungere delle indicazioni.
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