
Ieri sera il Covid ha fatto esplodere le rivalità all’interno della sala del Consiglio comunale di Bellinzona: stando a quanto riferiscono i quotidiani ticinesi nella loro edizione odierna, Brenno Martignoni Polti (Udc) aveva chiesto il rinvio della seduta per motivi sanitari, non ritenendo opportuno che avesse luogo in un periodo così teso sul piano epidemiologico e in una sala sprovvista di protezioni quali plexiglass o distanziamento interpersonale. L’ex sindaco, a seduta iniziata, ha minacciato di lasciare la sala, seguito a ruota dal capogruppo Ppd e dai rappresentanti di quest’ultimo partito.
“Non siamo l’assemblea comunale di Corippo”
Nonostante il plenum avesse votato il termine anticipato della seduta del Legislativo, i gruppi Ppd, Verdi-Mps-Fa e buona parte di Lega-Udc hanno deciso di abbandonare la sala. Una scelta che ha fatto volare gli stracci all’interno della sala, con urla e critiche da parte socialista e liberale radicale all’indirizzo dei partenti. “Non siamo l’assemblea comunale di Corippo”, ha invece tuonato il vicesindaco Simone Gianini. In ogni caso, il coronavirus era già entrato nelle stanze dei bottoni della Turrita: a inizio della seduta, il vicepresidente del Consiglio comunale Alberto Casari ha giustificato l’assenza del sindaco Mario Branda perché positivo al Covid-19.
Spazio anche per la politica
Nonostante i dilemmi “organizzativo-sanitari” che hanno contraddistinto una seduta a dir poco movimentata, durante il Consiglio comunale si è pure parlato di politica: il preventivo 2022 è stato approvato. Nulla da fare invece per il dietrofront chiesto al Municipio da parte della Commissione della gestione sul tema dell’aumento della tassa sui rifiuti.
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