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Ticino
"Il corso Passerella continui ad educare alla cittadinanza"
"Il corso Passerella continui ad educare alla cittadinanza"
"Il corso Passerella continui ad educare alla cittadinanza"
Redazione
8 anni fa
Fabio Käppeli (PLR) e Michele Guerra (Lega) presentano una mozione interpartitica sottoscritta da 11 colleghi

I deputati Fabio Käppeli (PLR) e Michele Guerra (Lega) hanno presentato una mozione - sottoscritta da  Massimiliano Ay, Alessandro Cedraschi, Franco Celio, Claudia Crivelli Barella, Claudio Franscella, Lelia Guscio, Sergio Morisoli, Maruska Ortelli, Paolo Peduzzi, Giorgio Pellanda, Maristella Polli - con cui propongono al Consiglio di Stato di confermare il corso di Economia e diritto per il curricolo della Passerella fin dal prossimo anno scolastico o, subordinatamente, di ripristinarlo non appena possibile; di redistribuire la dotazione oraria di Scienze umane e sociali, assegnando a ciascuna materia due ore-lezione a settimana e di rendere obbligatoria la frequenza del corso Economia e diritto "cosicché possa garantire anche agli studenti del corso Passerella di acquisire gli obiettivi minimi che l’approvazione a larga maggioranza dell’Iniziativa popolare Educazione civica, alla cittadinanza e alla democrazia ha imposto al resto del sistema scolastico di base del Cantone".

Di seguito il testo completo della mozione:

"Il Consiglio di Stato, mediante risoluzione del 6 dicembre 2017 (e dando seguito ad una mozione del deputato Massimiliano Ay) ha deciso, a partire dell’anno scolastico 2018/2019, di raddoppiare le ammissioni al corso per i candidati all’Esame complementare Passerella maturità professionale - scuole universitarie (in seguito: corso Passerella). La decisione è stata resa pubblica senza precisare quanto appreso successivamente dai docenti responsabili del corso, ossia che al contempo viene stralciato il corso Economia e diritto.

Per questa ragione, dieci insegnanti di storia, geografia ed economia e diritto del Liceo di Bellinzona, sede dell’unico polo cantonale competente del corso Passerella, si sono fermamente opposti, adducendo una serie di solide motivazioni in un appello indirizzato al Consiglio di Stato, al DECS e alla Commissione Scolastica. Ad essi si sono affiancati un discreto numero di studenti ed ex studenti del corso Passerella, i quali hanno a loro volta scritto contrariati al Consiglio di Stato. La Commissione Scolastica ha dal canto suo discusso il tema più volte chiedendo al Consiglio di Stato alcuni approfondimenti in relazione alle disposizioni sulla civica e l’educazione alla cittadinanza recentemente introdotte.

Il Governo ha risposto adducendo una serie di motivazioni poco convincenti, sottraendosi in realtà al confronto diretto con le più stringenti motivazioni poste dai docenti. In particolare, i docenti dimostravano come la decisione del Consiglio di Stato sia incoerente e dannosa, tuttavia le risposte sono sempre state improntate al formalismo senza entrare nel merito delle lacune evidenziate.

In sintesi, l’incoerenza del provvedimento nei confronti del corso Economia e diritto emerge in relazione alla decisione presa a suo tempo, allorché il Cantone si è fatto promotore dell’organizzazione di un corso, destinato ad allievi provenienti dal settore scolastico professionale, volto a completare il loro percorso formativo in vista dell’esame complementare per l’accesso ad una scuola universitaria. Sebbene l’Ordinanza federale dal 2011 non prescriva più – fra le condizioni minime – la materia Economia e diritto all’interno del corso di Scienze umane e sociali, il Cantone aveva allora ritenuto necessario mantenere in griglia tre ore di economia e diritto, evidentemente consapevole che le prescrizioni federali minime fossero inadeguate nell’ottica degli obiettivi del corso.

Giova sottolineare che le prescrizioni federali si concentrano sull’esame che consente di accedere alle scuole universitarie, e che può essere affrontato anche da candidati che non abbiano frequentato la Passerella. Viceversa il Cantone, fin dall’istituzione del corso, ha espresso la chiara volontà che esso non si riducesse ad una mera preparazione ad un esame, ma che assumesse la valenza di un vero e proprio complemento educativo/formativo volto all’acquisizione di quelle “conoscenze e capacità generali necessarie per intraprendere studi universitari generali” evocate dall’Ordinanza federale. Essa fa evidente riferimento ad un bagaglio culturale tipico delle scuole che preparano agli studi universitari, ovvero i licei. L’obiettivo del corso Passerella è dunque volto a colmare il gap fra una formazione post-obbligatoria di tipo professionale (e quindi tendenzialmente votata al saper-fare), ed una a carattere non specialistico volta alla formazione del cittadino-libero-pensatore (obiettivo del curricolo liceale) che aspira a divenire un intellettuale, nel senso di punto di riferimento culturale per la comunità. Ora: come è possibile concepire, nel terzo millennio, di poter godere di libero pensiero (inteso come indipendenza di giudizio fondata sul senso critico) senza disporre di un minimo di conoscenza del pensiero economico, giuridico e politico, finora garantita dal corso di Economia e diritto?

In questo senso, gli unici “esperti” accreditati del corso Passerella (ossia i docenti di Scienze umane e sociali del Liceo di Bellinzona) affermano senza timore di smentita che, a dispetto degli obiettivi dichiarati dall’Ordinanza sulla maturità professionale, la formazione di base delle scuole professionali nell’ambito della materia-cardine dell’educazione alla cittadinanza, Economia e diritto, è del tutto inadeguata. Occorre dunque fornire loro un complemento di educazione alla cittadinanza paragonabile al corso di Introduzione all’economia e al diritto di quarta liceo, materia obbligatoria prevista dall’Ordinanza federale, che consente a tutti i candidati alla maturità liceale di raggiungere gli obiettivi minimi legati all’educazione alla cittadinanza.

La principale motivazione del Consiglio di Stato, secondo cui ciò che non è prescritto dall’Ordinanza federale va considerato superfluo, è del tutto inconsistente. In realtà il Governo non può non sapere che, per quanto riguarda l’ambito scolastico, la Confederazione si limita a stabilire alcuni criteri minimi (così come per il riconoscimento federale di maturità), ma sta ai Cantoni decidere cosa offrire. Se il Governo – così come dichiara mediante la volontà di raddoppiare la disponibilità annua dei corsi Passerella – ha davvero a cuore il destino dei giovani che a suo tempo hanno fatto una scelta professionale ed oggi meritano un’ulteriore chance in ambito universitario, allora non si capisce il senso di un approccio tanto minimalista.

In diretta relazione con la motivazione citata, emerge la dichiarata volontà del Consiglio di Stato di ridurre per quanto possibile (invero in misura oltre modo irrisoria) l’aggravio di spesa legato al raddoppio della disponibilità del corso Passerella. Ebbene, pur mantenendo questo obiettivo è possibile evitare la soppressione del corso di Economia e diritto facendo ricorso ad una redistribuzione delle ore residue dedicate alle Scienze umane e sociali. Finora ciascuna materia (storia, geografia, economia e diritto) ha goduto di una dotazione di tre ore-lezione a settimana. Sopprimendo le tre ore di Economia e diritto, il Consiglio di Stato vorrebbe ridurre a sei il totale delle ore dedicate alle Scienze umane e sociali. Mantenendo il corso di Economia e diritto e garantendo a ciascuna delle tre materie due ore-lezione il totale rimarrebbe di sei ore-lezione, in linea quindi con l’obiettivo di risparmio.

Sulla scorta di queste considerazioni i sottoscritti firmatari chiedono al Consiglio di Stato:

• di confermare il corso di Economia e diritto per il curricolo della Passerella fin dal prossimo anno scolastico o, subordinatamente, di ripristinarlo non appena possibile;• di redistribuire la dotazione oraria di Scienze umane e sociali, assegnando a ciascuna materia due ore-lezione a settimana;• di rendere obbligatoria la frequenza del corso Economia e diritto il quale, pur non prevedendo esami finali, deve godere di uno statuto speciale, cosicché possa garantire anche agli studenti del corso Passerella di acquisire gli obiettivi minimi che l’approvazione a larga maggioranza dell’Iniziativa popolare Educazione civica, alla cittadinanza e alla democrazia ha imposto al resto del sistema scolastico di base del Cantone.

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