
Anche in Italia sta avendo una certa risonanza l'approvazione da parte del popolo ticinese dell'iniziativa "Prima i nostri", che vuole dare al precedenza ai residenti nell'assegnazione dei posti di lavoro.
In molti hanno seguito il voto ticinese con apprensione, temendo ripercussioni per gli oltre 60'000 frontalieri che ogni giorno vengono a lavorare nel nostro Cantone.
Ma ora che le urne hanno dato il loro responso, il Corriere della Sera parla di "voto inutile".
"La vittoria dei«sì» non avrà comunque effetti pratici sul destino dei lavoratori italiani" scrive il quotidiano italiano. "In Svizzera, infatti, le leggi in materia di lavoro sono di competenza del governo centrale, non dei Cantoni; dunque dal Ticino è partito al massimo un messaggio di natura politica rivolto a Berna."
"Qui in settimana, tra l’altro, è stato votato un provvedimento piuttosto vago che prova a concedere una corsia preferenziale ai cittadini elvetici nell’assegnazione dei posti di lavoro, senza tuttavia suscitare le ire della Ue, con la quale gli elvetici hanno sottoscritto un accordo di libera circolazione" aggiunge il Corriere della Sera.
"L’altro fattore che svuota di senso il referendum sono i dati economici: anche ad agosto il tasso di disoccupazione in Ticino si è attestato al 3,1%" conclude il quotidiano. "Dunque che gli italiani «rubino il lavoro» ai residenti appare una tesi non facile da sostenere.
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