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Ticino
“Il coprifuoco non è un tema”
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Redazione
5 anni fa
Norman Gobbi spiega la strategia del Cantone per evitare che si ripresentino casi di tensione come quello avvenuto sabato alla foce del Cassarate e la strategia per evitare che l’arrivo di molti turisti crei problemi

Questo pomeriggio le autorità cantonali e delle città che si occupano di sicurezza si sono incontrate in videoconferenza. Il punto all’ordine del giorno era chiaro: i recenti episodi di violenza e di tensione vissuti in alcuni luoghi di aggregazione e il rischio che la situazione peggiori con il pienone di turisti che si attende in Ticino in vista della Pasqua. Teleticino ne ha parlato con il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Avete trovato delle soluzioni per evitare il ripetersi di episodi come quello della Foce?
L’obiettivo principale è evitare che queste situazioni possano riprodursi. C’è una necessità di momenti aggregativi che però collidono con le ordinanze federali. L’obiettivo primario è quello preventivo, proprio perché il compito principale degli organi di polizia è prevenire. Prevenire significa presidiare quei luoghi, cercare di evitare delle escalation, cercare di evitare momenti di assembramento che poi sono più difficili da gestire. Questo lo faremo attraverso un dispositivo cantonale, perché questo non è un problema di Lugano o del lungolago di Muralto, ma è un problema cantonale: vista l’alta mobilità dei giovani e dei giovanissimi, ma più in generale della popolazione. L’obiettivo è avere una rete di supporto che non passa solo attraverso gli organi di polizia, ma che dovrà coinvolgere anche gli organi di intervento sociale, pensando agli operatori sociali, gli operatori di strada e i pari che possono parlare con i giovani spiegando che attualmente non è opportuno fare questo tipo di assembramenti proprio perché c’è anche una bassa comprensione da parte della popolazione che le limitazioni le sopporta e le supporta.

Qualcuno ha avanzato l’ipotesi di un coprifuoco alle 22, ne avete parlato?
Il coprifuoco non è un tema. L’obiettivo non è imporre dei coprifuoco, perché sarebbero difficilmente comprensibili. Non siamo un Paese che conosce l’idea del coprifuoco a differenza di repubbliche vicine, penso alla Francia che lo aveva proposto alcune settimane fa o all’Italia con una forte limitazione delle libertà individuali. La Svizzera e il Canton Ticino hanno ancora un tasso di libertà individuale ben superiore rispetto a quello che ci sta attorno. Quindi l’obiettivo è proprio nell’ambito della libertà, lavorare sulla responsabilità ma dall’altra parte intervenire in maniera preventiva proprio per evitare il ripresentarsi di certe situazioni.

Si avvicina anche la Pasqua, avete pensato a dispositivi di sicurezza particolari per l’afflusso di turisti durante le vacanze?
Lavoreremo anche qui sulla prevenzione. Abbiamo coinvolto Hotelleriesuisse Ticino, l’associazione dei campeggi, ma anche l’Azienda ticinese per il turismo. L’obiettivo è proprio quello di informare gli ospiti che arriveranno sul nostro territorio, anche attraverso i comuni per quello che riguarda le case secondarie, nel far comprendere come il rispetto delle regole di comportamento sia un aspetto essenziale di rispetto nei confronti della popolazione nel nostro Cantone, ma anche di rispetto di normative federali. L’obiettivo è far comprendere che ci sono regole da rispettare per evitare momenti di conflitto o di potenziale tensione. Dall’altra parte, però, ci sarà un’attenzione da parte dei comuni che faranno anche loro un’attività di comunicazione, attraverso manifesti o volantini, che servono a tenere alta l’attenzione su un momento comunque difficile per tutti, ma in cui la gente vuole godere del nostro territorio e dei momenti di aria libera e speriamo di bel tempo.

Quindi si parla di prevenzione da una parte e dall’altra di una maggior presenza di polizia nei luoghi più sensibili.
Questa è la strategia proprio nell’ottica di evitare momenti di tensione, perché poi quando bisogna intervenire il dispiego di forze è importante. La prevenzione è la miglior medicina e soprattutto far comprendere che il rispetto delle regole è la miglior medicina per permetterci di godere delle libertà di cui ancora godiamo.

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