
In questa prima giornata di dibattito attorno al consuntivo 2022, in Gran Consiglio sono stati scomodati Jefferson, Seneca, Ulisse, il Titanic, Scilla e Cariddi e persino Fantozzi. Queste metafore e similitudini dalla letteratura alla cinematografia sono in realtà state applicate dai parlamentari non tanto al consuntivo (soldi già spesi e quindi su cui si può fare poco), quanto alle future finanze cantonali. Se è vero che il 2022 si è concluso meglio di quanto ci si attendesse, ovvero con un avanzo di 3 milioni rispetto al disavanzo previsto di 135 milioni di franchi, dopo sei mesi il 2023 presenta già un buco che si aggira attorno ai 225 milioni di franchi. All'orizzonte c'è settembre, quando dovrebbero giungere i dettagli della manovra per risanare i conti del Cantone, con l'obiettivo di chiudere il 2024 con un deficit che non superi i 40 milioni, come previsto dal decreto Morisoli. È proprio su questa linea che oggi pomeriggio si è dibattuto, anche a fronte delle difficoltà attuali.
Maggioranza
"Non è tutto oro quel che luccica", ha commentato Michele Guerra (Lega), relatore di maggioranza. "Una sorpresa negativa nella sorpresa positiva è infatti scoprire che il miglioramento (dei conti 2022, ndr) è avvenuto non perché si è speso meno: ad avere salvato la situazione sono state le entrate. Queste hanno rappresentato un vento favorevole che ha gonfiato le nostre vele, ma non dobbiamo permettere che un vento occasionale venga dato per scontato. Dobbiamo essere come Ulisse, legandoci all'albero maestro per non cadere vittime delle sirene". In altri termini, più "prosaici": rigore finanziario.
Minoranza
Salvo sorprese, la maggioranza costituita dal centro e dalla destra dovrebbe approvare il consuntivo 2022. La sinistra, in blocco, ha annunciato che lo boccerà. Il relatore di minoranza Ivo Durisch (Ps) si è scagliato contro gli sgravi fiscali approvati durante la scorsa legislatura, rei di avere condotto alle difficoltà odierne: "In realtà alle politiche neoliberiste non interessa garantire servizi e prestazioni, non interessa avere finanze sane, interessa solo e unicamente ridurre la pressione fiscale, ridurre le entrate dello Stato per poi avere il pretesto di tagliare. Noi chiediamo una politica fiscale equa, sostenibile e solidale, attraverso la quale la società possa crescere in maniera armoniosa".
"Risparmiamoci concetti come Robin Hood al contrario"
Visione contestata dal Plr, che per bocca della capogruppo Alessandra Gianella ha ricordato l'introduzione di diverse misure sociali accanto a quelle di riduzione fiscale. Critiche alla minoranza di sinistra sono giunte anche dal Centro, che ha ribadito la necessità di rispettare i principi stabiliti dal decreto Morisoli: "Penso che possiamo risparmiarci un autunno-inverno in cui siano rispolverati concetti come 'lotta di classe' o 'Robin Hood' al contrario", ha chiosato Maurizio Agustoni. "Benché l'esercizio non sia per nulla facile, anzi sia particolarmente arduo, credo ci si debba attenere scrupolosamente a quanto deciso dal popolo il 15 maggio 2022. Nell'esercizio di riequilibrio dei conti non si dovranno aumentare le imposte, di nessun genere e a nessuno, e questo senza pregiudicare le prestazioni alle persone più fragili della popolazione". Agustoni ha tuttavia ammesso di non sapere se ciò sarà sufficiente: "Non so se con questi limiti sia possibile allestire un preventivo con un deficit massimo di 40 milioni di franchi. Mi permetto di avere qualche dubbio".
Il voto domani
La discussione di oggi è quindi verosimilmente solo un assaggio di quanto attende il Gran Consiglio dopo l'estate. Il voto sul consuntivo 2022 è atteso per domani, quando sarà terminato l'esame delle finanze della Cancelleria e di tutti e cinque i dipartimenti.

