
Negli ultimi tempi i media della vicina Penisola pubblicano regolarmente articoli in cui si annuncia la fine del segreto bancario svizzero e altri interventi quali un prelievo forzoso dell'1% sui conti con più di 250'000 euro.
Articoli catastrofisti, oltre che fasulli, che causano notevoli danni alla piazza finanziaria ticinese, che già vive una situazione difficile. Ogni volta che un quotidiano italiano celebra la fine del segreto bancario, gli sportelli delle nostre banche vengono subissati di chiamate di clienti allarmati.
Non si può andare avanti così, reputa il consigliere nazionale Pierre Rusconi (UDC) che, con una domanda inoltrata oggi a Berna, chiede al Consiglio federale di prendere pubblicamente posizione sul tema, al fine di far cessare "queste false e dannose speculazioni".
Il Governo risponderà al parlamentare ticinese il prossimo 2 dicembre, in occasione della consueta ora delle domande.
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