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Ticino
Il Consiglio federale dice sì a Regazzi
Redazione
13 anni fa
Il Governo è favorevole al postulato del consigliere nazionale per l'istituzione di un segretario che coordini la politica dei trasporti

"Una grande soddisfazione personale, anche se l'iter parlamentare sino alla sua adozione definitiva è ancora lungo. Ma è un ottimo inizio!"`. Così il consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi commenta il parere favorevole del Consiglio federale sul suo postulato per l'istituzione di un Segretario di Stato per la politica dei trasporti.Il Consiglio federale ha infatti comunicato oggi di voler proporre alle Camere federali l’adozione del postulato presentato da Regazzi lo scorso 21 giugno, e sottoscritto da altri 38 consiglieri nazionali, che chiede di esaminare la possibilità di nominare una o un Segretario di Stato per il coordinamento, a livello nazionale e internazionale, della politica relativa a tutti i vettori di trasporto (ferrovie, strade, acque, aviazione) e di farne rapporto al Parlamento. Una notizia che, secondo Regazzi, "potrebbe segnare una svolta nella politica dei trasporti elvetica, soprattutto nei suoi risvolti internazionali." Le motivazioni indicate nell’atto parlamentare ricordano la necessità di coordinamento all’interno dell’Amministrazione federale degli uffici che si occupano di politica di trasporti. Per questo, secondo il consigliere nazionale ticinese, "sarebbe opportuno verificare se l'istituzione di un Segreteria di Stato per la politica dei trasporti non consentirebbe di avere una prospettiva globale in tale settore che tenga soprattutto conto del contesto internazionale." "Si pensi alla necessità di fare in modo che Germania e Italia realizzino come concordato le linee di accesso alla NFTA, o che siano create sufficienti capacità dei terminali per il trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia" sostiene ancora Regazzi. "Altri esempi sono la vertenza con la Germania sul rumore degli aerei oppure i progetti d'agglomerato a Basilea, Ginevra o Mendrisio o ancora le diverse questioni di politica dei trasporti nell'ambito delle relazioni con l'UE. Molti di questi progetti presuppongono una politica estera dei trasporti dinamica, di alto livello, non soltanto ben fondata sul piano tecnico, ma forte anche su quello diplomatico, e inserita in una prospettiva globale." Saranno ora le Camere federali a doversi esprimere sul postulato di Regazzi.

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