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Ticino
Il Consiglio federale approva il Piano direttore del Ticino
Redazione
13 anni fa
Approvando il Piano che sostituisce quello del 1995, Berna ha riconosciuto gli sforzi del Cantone ma ha chiesto ulteriori misure per il dimensionamento delle zone edificabili

Costituire un sistema urbano cantonale (la cosiddetta "Città Ticino"), comprendente gli agglomerati di Lugano, Locarno, Bellinzona e Chiasso-Mendrisio, nonché rafforzare il posizionamento del cantone tramite una maggiore apertura e coesione con le città svizzere e del nord Italia. È quanto prevede il Piano direttore rivisto e aggiornato del canton Ticino approvato oggi dal Consiglio federale.Gli obiettivi pianificatori in materia di trasporti mirano a promuovere una rete funzionale di traffico, integrandola maggiormente nello sviluppo degli insediamenti. Inoltre, il Piano direttore, che sostituisce quello del 1995, contiene misure di attuazione per i trasporti e le infrastrutture dei quattro agglomerati ticinesi. In tal modo, il cantone a sud delle Alpi dispone delle basi necessarie per i programmi d'agglomerato "Trasporti e insediamento", indica una nota odierna.

L'approvazione concessa oggi non significa però che a Berna siano state sciolte tutte le riserve: la Confederazione riconosce gli sforzi del cantone volti a gestire lo sviluppo degli insediamenti verso i centri urbani. "Nell'ambito dell'attuazione della revisione della legge sulla pianificazione del territorio, il Canton Ticino dovrà infatti prevedere ulteriori indicazioni vincolanti per il futuro comprensorio insediativo e per il dimensionamento delle zone edificabili", sottolinea il comunicato.

Critiche e oneri

Nel rapporto presentato dall'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), non mancano apprezzamenti per il lavoro svolto da Bellinzona, ma anche critiche relative ad alcune formulazioni giudicate vaghe e quindi potenzialmente generatrici di abusi. Tra gli oneri imposti da Berna figura, in particolare, quello che esige dal cantone entro due anni dall'approvazione federale, la presentazione dello stato delle superfici per l'avvicendamento delle colture (le cosiddette "SAC"), il cui piano settoriale ha lo scopo di preservare il miglior terreno agricolo.

Tra le altre richieste figura pure l'opportunità di misure relative alle aree di sosta per nomadi: "la non trattazione di questo tema dovrà essere giustificata nell'ambito del prossimo rapporto sullo stato del Piano direttore cantonale", scrive il governo.

Altra esigenza di Berna: la tutela del paesaggio, con particolare riferimento alle zone protette. Bellinzona dovrà infatti definire principi volti a promuovere le energie rinnovabili. Nella fase di attuazione delle misure per la promozione della forza idrica, l'energia solare e l'energia eolica, il cantone dovrà inoltre ponderare maggiormente, tramite il Piano direttore, le esigenze di protezione e di tutela, da un lato, e i bisogni di utilizzazione, dall'altro, precisa la nota governativa.

Una bocciatura e una riserva

L'unico punto che, dal profilo degli interessi della Confederazione e della legislazione federale non può essere approvato concerne l'applicazione dei valori d'esposizione al rumore anche nelle aree non edificate in zona edificabile (per esempio i giardini delle case). Bellinzona avrebbe voluto garantire un'accresciuta qualità di vita nelle zone edificabili, parificando gli spazi aperti ai locali sensibili al rumore, ma ciò non corrisponde all'Ordinanza federale contro l'inquinamento fonico.

L'ARE emette infine una riserva riguardante le competenze sulla definizione della rete delle strade nazionali e principali: il cantone definisce infatti la galleria Mappo-Morettina come strada nazionale, mentre allo stato attuale il tratto Bellinzona-Ascona è ancora definito come strada principale di proprietà e responsabilità cantonale. Viene tuttavia precisato che in caso di approvazione dell'aumento del prezzo della "vignetta" autostradale in votazione il prossimo 24 novembre, "il nuovo decreto federale concernente le strade nazionali propone di inserire la tratta Bellinzona-Locarno (compresa la Mappo-Morettina) tra le strade nazionali".

ATS

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