Cerca e trova immobili
Ticino
Il Consiglio di Stato risponde a Robbiani. In 30 minuti
Il Consiglio di Stato risponde a Robbiani. In 30 minuti
Il Consiglio di Stato risponde a Robbiani. In 30 minuti
Redazione
9 anni fa
Il deputato leghista chiedeva lumi sulla chiusura del centro giovanile di Mendrisio: "La scuola non è politicizzata"

Il 9 dicembre scorso il deputato leghista Massimiliano Robbiani aveva interrogato il Consiglio di Stato in merito al dibattito sulla chiusura del Centro giovani di Mendrisio, contro la quale anche alcuni giovani delle Scuole medie avevano deciso di intraprendere una raccolta firme (vedi articoli suggeriti).

Secondo Robbiani "meno corretto è il fatto che la direzione della scuola si sia messa in prima persona ad interagire con il Municipio di Mendrisio nella consegna delle firme raccolte di questa petizione, permettendosi di dare un parere personale (e politico) sulla raccolta firme".

Il Consiglio di Stato ha spiegato che "quando tre giovani, di cui due ex allievi, hanno presentato alla direzione dell’istituto la richiesta di raccolta firme, la direzione ha ritenuto di poter permettere ai docenti di classe la distribuzione dei fogli per tale raccolta, che sono poi stati raggruppati e semplicemente trasmessi al Municipio".

"Tenuto conto del tema trattato e delle circostanze, il Consiglio di Stato non ritiene che il caso qui in esame possa configurarsi come un’interferenza politica da parte della direzione della scuola media di Mendrisio nella vita democratica della città. Si può convenire sul fatto che sarebbe forse stato più conveniente che l’istituto avesse ad esempio coinvolto l’assemblea degli allievi, affidando ai rappresentanti di quest’ultima la trasmissione dei fogli e la raccolta delle firme, ma l’azione della direzione non ha fatto che accompagnare un’azione di impegno civile nata e sviluppatasi per volontà degli allievi", scrive il Governo.

Nel caso in cui un istituto di scuola pubblica venga utilizzato a scopi di propaganda politica il Dipartimento competente e/o il Consiglio di Stato "non esitano a prendere i necessari provvedimenti" ma, ha concluso il Governo, "il caso qui in esame non si configura come un esempio di propaganda politica".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata