
Il Consiglio di Stato si è pronunciato chiaramente contro qualsiasi intervento volto a ridurre il canone radiotelevisivo. E lo ha fatto respingendo in maniera chiara l'indirizzo proposto dal Consiglio federale, che aveva suggerito una soluzione intermedia tra l'attuale canone di 335 franchi e la proposta dell'iniziativa popolare "200 franchi bastano", stabilendo il canone a 300 franchi. Per il Consiglio di Stato, il canone deve rimanere quindi a 335 franchi.
Una lettera a Rösti
Un rifiuto reso esplicito tramite una lettera di sei pagine inoltrata proprio ieri – 31 gennaio – direttamente al consigliere federale Albert Rösti, direttore del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC). Lo riporta il Corriere del Ticino, dove viene specificato che nella missiva l’Esecutivo ticinese difende in assoluto lo status quo, in quanto “qualsiasi riduzione del canone radiotelevisivo aggraverebbe la già difficile situazione economica della SRG SSR e condurrebbe inevitabilmente a un rapido sgretolamento del servizio pubblico, essenziale per la coesione del nostro Paese plurilingue e pluriculturale”. Per il Governo ticinese è inoltre opportuno “attendere il dibattito parlamentare sull’iniziativa ‘200 franchi bastano’ e la discussione su un eventuale controprogetto”.
I piani del DATEC
Concretamente, l’iniziativa popolare ‘200 franchi bastano’ chiede di escludere le società e le imprese dal pagamento del canone. A questo va aggiunta la diminuzione dagli attuali 335 franchi a 200, ma con una ripartizione dei proventi del canone alle emittenti private che rimarrebbe invariata. L’iniziativa – lanciata da esponenti dell’UDC, dei Giovani Liberali e dall’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) – ha già raccolto 126'290 firme valide, 29'233 delle quali provenienti dal Ticino. Il Governo ha inoltre sottolineato come il Consiglio federale, tramite la sua controproposta, abbia giocato d’anticipo sul Parlamento, il quale deve ancora trattare l’iniziativa. Secondo i piani dell’Esecutivo, il canone per le economie domestiche deve scendere nel 2027 da 335 a 312 franchi, mentre dal 2029 scenderebbe a 300 franchi. Inoltre, saranno esonerate le imprese con un fatturato annuo fino a 1,2 milioni di franchi. La soglia di esenzione attuale si attesta a 500 mila franchi.

