
Iniziamo dal Governo. Che stavolta non ci sta. E lo dice senza troppi giri di parole. "E’ in atto in Ticino una campagna di affissioni pubblicitarie antistranieri, che sta suscitando reazioni negative sia nel nostro Cantone che all’estero". E il Consiglio di Stato "tiene a prendere con decisione le distanze da questa campagna e a stigmatizzare il messaggio che essa veicola, genericamente offensivo nei confronti di cittadini stranieri". E' con questa presa di posizione, affidata ad una breve ma incisiva nota stampa, che il Governo ticinese prende oggi posizione sulla campagna pubblicitaria Bala i ratt. E il Consiglio di Stato tiene inoltre "a ricordare il contributo dato da cittadini stranieri alla crescita della nostra comunità, sia sul piano dell’economia privata (edilizia, turismo), sia ad esempio, nell’ambito del funzionamento delle strutture sociosanitarie".PLR: "Basta con le provocazioni"Per il PLR "la campagna danneggia l’immagine del Ticino". Il PLR, con una nota stampa, "esprime preoccupazione per la recente campagna Balairatt, di cui non è ancora noto il committente, che cerca, per l’ennesima volta, di addossare le responsabilità di alcuni problemi ai frontalieri e alla vicina Italia". Per il PLR "la maggior parte dei frontalieri sono persone che lavorano onestamente e contribuiscono alla crescita economica di questo Cantone: denigrarli dipingendoli come dei parassiti non solo è scorretto ma sopratutto lede la dignità di queste persone. Questo modo di aggredire, seppur celato da immagini bonarie e apparentemente innocue, è da ritenersi subdolo e pericoloso. Il PLR deplora la continua rincorsa a fomentare le paure dei ticinesi, una modalità di agire, demagogica, che contribuisce solo a mettere in cattiva luce il Ticino e i ticinesi". Unia Ticino: "Campagna neonazista" “Solidarietà con i lavoratori frontalieri vittime di una campagna di stampo neonazista”. Non usa mezzi toni il sindacato Unia Ticino puntando il dito contro la campagna pubblicitaria apparsa da ieri sul nostro territorio. E ancora: “Di fronte a manifesti e altri strumenti di comunicazione di massa che, utilizzando l'immagine dei ratti, rimandano alla propaganda antisemita del Terzo Reich, Unia si aspetta una chiara e netta presa di distanze da parte degli ambienti imprenditoriali e politici, oltre che delle autorità ticinesi. Perché di fronte a una simile propaganda ogni silenzio è complice”. Unia osserva con “profonda preoccupazione” che in Ticino si sta diffondendo “ormai senza più alcun freno inibitorio di modi di comunicare e quindi di pensare di chiaro stampo neonazista”. Il sindacato si aspetta infine dalle forze politiche ed imprenditoriali del cantone “una chiara, ferma ed inequivocabile presa di distanze da questa nuova campagna neonazista, dai suoi autori e dai suoi mandanti. Lo stesso ci si aspetta dalle autorità ticinesi. In particolare si auspica che la magistratura verifichi se siano dati gli estremi per un'azione penale, che arrivi se del caso alla condanna dei responsabili. Perché giunti a questo punto di degrado del dibattito politico in Ticino ogni ulteriore silenzio è complice della rinascita dell'ideologia nazi-fascista”. Sindacato UIL-Frontalieri Como: "Campagna anacronistica e di sapore xenofobo"Anche il sindacato italiano UIL-Frontalieri Como prende posizione sulla campagna pubblicitaria. E scrive: "Concordiamo pienamente con il documento di solidarietà di UNIA Ticino con i lavoratori frontalieri, oggetto di una crescente campagna di stampa anacronistica e di sapore xenofobo". E ancora: "I frontalieri, con la loro flessibilità e la duttilità al lavoro, costituiscono una componente decisiva per lo sviluppo economico del Cantone; senza i frontalieri il Ticino conoscerebbe una fase di involuzione economica con effetti disastrosi sul benessere dei ticinesi e dei residenti".Un parlamentare del PdL chiede l'intervento di Roma
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