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Ticino
Il Consiglio di Stato bacchetta (di nuovo) Matteo Pronzini
Il Consiglio di Stato bacchetta (di nuovo) Matteo Pronzini
Il Consiglio di Stato bacchetta (di nuovo) Matteo Pronzini
Redazione
8 anni fa
Il Governo risponde all'interrogazione sulla DCSU: "Illazioni gratuite, al limite dell'abuso dello strumento parlamentare"

Il Consiglio di Stato ha risposto all'interrogazione con cui il deputato MPS Matteo Pronzini ipotizzava una situazione poco chiara all'interno della Divisione della cultura (DCSU) dopo l'arrivo della nuova direttrice (vedi articoli suggeriti). In particolare, ricordiamo, il deputato ipotizzava che vi fosse un "eccesso di potere degli alti funzionari e un insufficiente controllo sul loro operato".

Ebbene, le nuove domande di Pronzini sul tema non sono andate giù al Consiglio di Stato che, nella sua risposta, ha nuovamente 'tirato le orecchie' al parlamentare. "Ancora una volta si deve constatare come lo strumento dell’interrogazione venga usato per avanzare gratuite illazioni contro l’Esecutivo e l’Amministrazione cantonale - scrive il Governo - Ci permetta di dirle che sono proprio questo genere di illazioni infondate che contribuiscono ad ingiustamente screditare l’Amministrazione cantonale".

Il Consiglio di Stato risponde in seguito "per dovere istituzionale" alle domande di Pronzini, "non senza rammentare che alcuni toni usati sono del tutto fuori luogo e che in futuro ci riserveremo il diritto di non prestarci al gioco connesso con l’abuso dello strumento parlamentare".

Particolarmente "offensiva" è stata ritenuta la domanda riguardante la sottocommissione “Festival, associazioni, riviste” ("È stata creata per permettere alla direzione della DCSU di disporre di una maggiore discrezionalità nell’attribuire i sussidi culturali?", aveva chiesto Pronzini):  "La domanda così come posta è gratuitamente offensiva e non rispetta i criteri dello strumento parlamentare utilizzato. È comunque semmai vero il contrario di quanto ipotizzato", ha tagliato corto il Governo.

Pronzini, infine, chiedeva se la funzionaria oggetto della sua interrogazione avesse preparato la bozza della risposta di tale atto parlamentare, ma anche in questo caso il Consiglio di Stato non le ha mandate a dire: "Il responsabile delle risposte alle interrogazioni è sempre il Consiglio di Stato, indipendentemente da chi si occupa della raccolta dei dati richiesti per l’elaborazione dei progetti. Lo scrivente Consiglio rigetta quindi il concetto che sottende la domanda, ovvero che il Governo sia pronto ad approvare supinamente le bozze preparate all’interno dei vari Dipartimenti. La responsabilità del Governo quanto alle risposte è pari a quella dei deputati firmatari delle interrogazioni, anche quando dai quesiti posti risulti evidente la presenza di suggeritori terzi dai quali i deputati interroganti sono pronti a farsi usare senza nemmeno preoccuparsi di verificare la verosimiglianza delle domande poste per procura", ha concluso.

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