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Cianobatteri
"Il Consiglio di Stato avvii uno studio pilota per studiare il fenomeno"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Federico Marino
3 anni fa
Ghisolfi e Berardi hanno depositato una mozione in cui si chiede al Gran Consiglio delle misure pratiche per conoscere meglio il fenomeno.

I granconsiglieri del Centro Giovanni Berardi e Nadia Ghisdolfi hanno annunciato di aver depositato una mozione legata ai cianobatteri nel lago Ceresio. Nel testo è messo in avanti come la problematica non abbia mancato di suscitare reazioni: "nelle scorse settimane e mesi, a più riprese i media hanno evidenziato questo fenomeno. Grida di allarme, per non dire di disperazione, si sono levate da più parti. Sindaci e amministratori comunali, gestori di campeggi, esponenti del mondo del turismo lacustre da Agno a Caslano, da Paradiso a Melide a Riva San Vitale hanno chiesto a gran voce un intervento del Cantone". 

Le premesse

La problematica ambientale, secondo Berardi e Ghisolfi, ne provoca altre di riflesso: in primis il turismo, con preoccupazione per "lidi, campeggi, strutture alberghiere eccetera" che beneficiano della balneabilità del lago. La questione è ritenuta ancor più seria dal momento che le prospettive sono pessimistiche; secondo il comunicato, "stando agli esperti il fenomeno pare sia in forte aumento dal 2020 a questa parte, complice il riscaldamento climatico". 
In questo contesto, si denuncia "un atteggiamento attendista" del Cantone, che sebbene sia stato sollecitato da numerosi attori locali, "come affermato da alcuni collaboratori cantonali, in attesa che il fenomeno si dissolva grazie all’arrivo di precipitazioni e alla diminuzione delle temperature". I firmatari ritengono questa situazione inaccettabile. 

La mozione

Date queste premesse, Berardi e Ghisolfi chiedono al Consiglio di Stato "di avviare al più presto uno studio pilota che permetta di monitorare in loco il fenomeno e di assumere tutte le conoscenze necessarie scaturite da studi simili effettuati altrove alfine di adottare tutte le possibili contromisure". La mozione auspica che ciò venga fatto "sentendo e coinvolgendo gli attori locali (Comuni toccati, Lugano Region, Ente Regionale di sviluppo, ecc.)".