
Visti i recenti sviluppi che hanno convolto il Cardiocentro il Gruppo parlamentare socialista ha inviato una lettera alla Commissione sanità e sicurezza sociale in cui presenta tre richieste ben precise per potre andare avanti nella trattazione di un incarto "i cui contorni divengono sempre più opachi e preoccupanti".
In dettaglio il Gruppo PS chiede di attendere le risposte del Consiglio di Stato alla recente interrogazione "le prime 18 domande sul Cardiocentro" (vedi articolo suggerito), di far allestire un parere indipendente da parte di un costituzionalista svizzero sulla tenuta dell'iniziativa popolare e di far allestire un parere preliminare all'autorità di vigilanza sui diversi aspetti non regolamentati della nuova fondazione che, secondo le intenzioni degli iniziativisti, dovrebbe nascere dopo il 2020.
Per il Gruppo PS "la vicenda che vede al centro il Cardiocentro e la chiara volontà del Consiglio di fondazione di non rispettare la volontà espressa 25 anni fa dal fondatore si arricchisce di un episodio molto preoccupante - si legge nella missiva - Dopo le perdite finanziarie della fondazione dovute ad attività di ricerca finanziate in modo non chiaro e poco giustificato, dopo le voci su una sua situazione finanziaria tutt'altro che brillante, dopo la scoperta dei generosissimi salari ai membri della famiglia Moccetti, dopo la scoperta di remunerazioni per prestazioni decise dal Consiglio di fondazione ai membri dello stesso Consiglio, dopo la presentazione di un'iniziativa popolare che intende privatizzare la gestione del Cardiocentro con i soldi pubblici (contributi diretti e premi di cassa malati), dopo la smemoratezza del nuovo Consigliere di Stato De Rosa quanto al suo sostegno all'iniziativa, settimana scorsa si è venuto a sapere di pressioni su un membro della ex Commissione sanitaria per sostenere la ricevibilità dell'iniziativa popolare".
"Il Gruppo parlamentare socialista ritiene la situazione molto preoccupante e chiede alla Commissione sanità e sicurezza sociale, all'inizio del suo nuovo mandato, di attendere le risposte del Consiglio di Stato alla recente interrogazione "le prime 18 domande sul Cardiocentro"; di far allestire un parere indipendente da parte di un costituzionalista svizzero sulla tenuta dell'iniziativa popolare e di chiedere un parere preliminare all'autorità di vigilanza sui diversi aspetti non regolamentati della nuova fondazione che, secondo le intenzioni degli iniziativisti, dovrebbe nascere dopo il 2020. Senza queste risposte chiare e complete non è possibile andare avanti nella trattazione di un incarto i cui contorni divengono sempre più opachi e preoccupanti".
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